Welfare aziendale, prospettive di rete

Un crescente numero di imprese, attraverso iniziative unilaterali o tramite forme di contrattazione, mette a disposizione di lavoratrici e lavoratori un ventaglio di prestazioni e servizi sempre più ampio e qualificato
Welfare aziendale - © www.giornaledibrescia.it
Welfare aziendale - © www.giornaledibrescia.it
AA

La promozione del welfare aziendale è un fenomeno in espansione anche nel territorio bresciano. Un crescente numero di imprese, attraverso iniziative unilaterali o tramite forme di contrattazione, mette a disposizione di lavoratrici e lavoratori un ventaglio di prestazioni e servizi sempre più ampio e qualificato, al punto che alcune di esse sono diventate delle eccellenze premiate a livello nazionale.

Pur essendo assodato che vi è un maggiore ricorso a questa tipologia di welfare nelle realtà aziendali più grandi, è altrettanto vero che di recente anche dalle medie e piccole imprese emergono segnali di un interesse verso questo strumento che in passato è stato frenato dalle difficoltà organizzative proprie dei contesti lavorativi più piccoli e forse anche dalla scarsa conoscenza della materia. La normativa vigente fa rientrare nel welfare aziendale svariate prestazioni.

Ovvero, la previdenza complementare, la sanità integrativa, i servizi all’infanzia e per l’istruzione dei figli, l’assistenza per familiari anziani e/o non autosufficienti, le polizze assicurative per i dipendenti, i mutui e prestiti, la mobilità e il trasporto, la cultura e il tempo libero. La diffusione di misure di welfare aziendale è stata fortemente agevolata dagli sconti fiscali e previdenziali stabiliti dalle ultime leggi di Bilancio, in particolare per i cosiddetti fringe benefit ovvero quelle forme di sostegno al reddito dei dipendenti che prevedono il ricorso alle card o ai voucher d’acquisto da spendere all’interno di circuiti commerciali, negozi o anche piattaforme digitali.

Secondo l’Osservatorio Welfare Edenred, il ricorso a questo particolare dispositivo è raddoppiato tra il 2017 e il 2023 passando dal 16 per cento al 32 per cento della spesa che i lavoratori fanno in materia di welfare aziendale. Una recente ricerca di CoopForm Lombardia (Lega Coop, Confcooperative e Agci) e Secondo Welfare segnala che il welfare aziendale sta conoscendo una crescente diffusione anche nel variegato mondo della cooperazione.

Circa la metà delle 113 cooperative lombarde interpellate (17 hanno sede in provincia di Brescia) sono attive nel settore socio-sanitario, assistenziale, educativo o di reinserimento lavorativo (quindi principalmente cooperative sociali di tipo A e B). Tra queste almeno 3 su 4 offrono prestazioni di welfare ai propri dipendenti. Le forme di welfare aziendale più semplici (buoni acquisto, buoni spesa, buoni benzina) risultano essere le più diffuse e quelle maggiormente gradite da parte di soci e lavoratori, ma anche quelle su cui, in prospettiva, si prevedono maggiori sviluppi nei prossimi anni. L’opinione dei lavoratori sui piani di welfare è positiva (in media 7.2 su una scala da 0 a 10, con solo 9 persone insoddisfatte su 120 lavoratori intervistati).

La principale motivazione che emerge come fondamento di tale gradimento è proprio la visione del welfare aziendale come «un aiuto per il mio bilancio familiare e per le spese».

Nella cooperazione, un welfare aziendale opportunamente pensato e collegato a circuiti che coinvolgono fornitori del territorio (predisposti quindi a generare impatti positivi sul sistema economico locale) può avere un ruolo strategico nell’ampliare gli obiettivi mutualistici dei diversi soggetti, nell’implementare nuovi strumenti per la protezione sociale dei lavoratori e nel contribuire a mantenere alta l’attrattività delle organizzazioni e di alcune professioni (si pensi a quelle di aiuto). Aspetto quest’ultimo non secondario vista la crescente carenza di risorse umane.

L’attuale configurazione del welfare aziendale ha certamente dei limiti, basti solo considerare, ad esempio, che il vantaggio fiscale per le offerte meramente commerciali è il medesimo di quello per le attività sociali e per le prestazioni sanitarie. Tuttavia, il welfare aziendale rappresenta un’opportunità che può ben conciliarsi con la cultura mutualistica del settore della cooperazione finalizzata alla creazione di benessere fuori e dentro le singole organizzazioni. In tal senso, la costruzione di reti, di consorzi e di legami inter-cooperativi orientati alla co-progettazione e alla co-gestione rappresenta una tappa obbligata del percorso che può condurre a un autentico welfare aziendale territoriale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...