Trump, il male minore per i cattolici Usa

Viene da pensare che una buona parte dei cattolici americani si sia ispirata al criterio del «male minore»
Donald Trump - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Sulla vittoria elettorale di Donald Trump e sui suoi primi passi da Presidente degli Usa è già stato detto e scritto tanto. Gli americani hanno scelto e vi deve essere da parte di tutti assoluto rispetto nei confronti delle loro responsabilità. E l’augurio che il nuovo Presidente riesca nei suoi buoni intenti, a cominciare dalla pace, non è formale.

Vogliamo, tuttavia, fare una considerazione, certamente solo iniziale e incompleta, sul fatto che, a quanto pare, fra i cattolici americani praticanti e convinti, il 56% ha votato per Trump, contribuendo non di poco alla sua vittoria. Va da sé che le scelte politiche dei cattolici d’Oltreoceano riguardano principalmente loro e ogni commento che viene da lontano può essere pleonastico.

Il problema è piuttosto un altro: in base alla viva soddisfazione, se non esultanza, espressa da non pochi ammirevoli cattolici italiani e bresciani che vedono nella elezione di Trump il frutto dell’alto esercizio morale della scelta del «male minore», viene da pensare che anche una buona parte dei cattolici americani si sia ispirata a questo criterio.

Un criterio che papa Francesco ha illustrato quando, il 13 settembre scorso, tornando dal suo viaggio apostolico di 12 giorni in Asia e Oceania, ha voluto rispondere e non sottrarsi a una precisa domanda postagli in conferenza stampa da una giornalista americana, mentre ferveva la campagna elettorale. La domanda, tagliente e insidiosa, era ben precisa: «Kamala Harris è favorevole alla interruzione della gravidanza, il suo competitore Donald Trump vorrebbe deportare 11 milioni di migranti». La risposta di papa Francesco è stata chiara: «entrambi sono contro la vita, sia quello che butta via i migranti, sia quello che uccide i bambini (…) Nella morale politica, in genere, si dice che non votare è brutto, non è buono. Si deve votare, comunque scegliere il male minore. Chi è il male minore? Quella signora o quel signore? Non so, ognuno in coscienza pensi».

E ognuno, di fronte alla propria coscienza, è sempre solo. Ed è proprio per continuare a illuminare questa solitudine che può essere opportuno sottolineare che la risposta del Pontefice non è stata «gesuitica» ma frutto di quella «parresia» che caratterizza papa Francesco e che non conosce certo subalternità ideologiche. Ed è proprio alla luce di questa «parresia» che può essere opportuno richiamare due prospettive finalizzate a non ritenere chiusa la questione di aver scelto un male minore, come se questa scelta autorizzi una coscienza tranquilla e silente di fronte a tutti gli accadimenti e opzioni politiche che verranno.

Prima di tutto i manuali di morale, anche quelli scritti da autorevoli gesuiti, nel complesso capitolo della scelta del male minore specificano che tale scelta si presenta talvolta o spesso, non sempre: in effetti non ogni decisione morale costituisce una scelta fra due mali. La normalità delle scelte morali riguarda la scelta del bene.

Quando si è costretti a scegliere il male minore, questa scelta non esclude di operare per il bene, soprattutto il bene comune che è l’orizzonte della politica. Il principio della scelta del minor male non può venire generalizzato. Se, tuttavia, non si può contestare che noi siamo spesso posti di fronte alla scelta tra due mali, è importante considerare con attenzione la gerarchia dei beni, da cui dipende la gerarchizzazione dei mali, se in sostanza il male non è che la mancanza del bene.

Conseguentemente arriva la seconda osservazione: l’ascolto del Papa che si appella alla coscienza dei singoli nello scegliere «quel signore o quella signora, entrambi contro la vita», dovrebbe essere il medesimo ascolto quando parla di tregua, di pace, di fame nel mondo, di economia che genera povertà, di fratellanza, accoglienza, solidarietà e tanti altri appelli che chiamano in causa la morale politica e che sembrano sempre più inascoltati da cattolici e non cattolici.

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