Opinioni

Spread e crescita ai minimi: un paradosso italiano

Purtroppo, non si è colta l’opportunità per una manovra finanziaria più incisiva e, nonostante la prudenza fiscale, la combinazione di bassa crescita e debito elevato può porre l’Italia a rischio – nel medio periodo – nel caso di shock sui tassi o improvvise crisi di fiducia
Enrico Marelli

Enrico Marelli

Editorialista

Un operatore di Borsa di una banca davanti ai monitor - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Un operatore di Borsa di una banca davanti ai monitor - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Due numeri sintetizzano lo stato dell’economia italiana oggi: 70 e 0,5. Il primo è lo «spread» sui titoli di Stato italiani, misurato in punti base e quotato ieri; il secondo è il tasso di crescita nel 2025 del Pil italiano (in percentuale) secondo l’Outlook economico dell’Ocse, pubblicato due giorni fa. Essi sintetizzano i successi ma anche le debolezze dell’attuale politica economica.

Cominciamo con il primo. Come è noto, lo spread misura la differenza di rendimento tra i titoli italiani – per convenzione si riferisce a quelli decennali – e quelli analoghi tedeschi. Si misura in punti base e 70 (anzi ieri si sono toccati anche 69,68 punti) significa quindi che il tasso d’interesse sui titoli italiani è lo 0,7% in più rispetto ai corrispondenti titoli tedeschi.

Ciò non significa che i titoli italiani sono diventati più sicuri dei titoli tedeschi (una gaffe in cui cascò in primavera anche la nostra premier, con accanto il ministro Giorgetti che scosse leggermente la testa); significa piuttosto che la sua contrazione, ad esempio dai circa 120 punti quotati ai primi di aprile scorso, mostra che i titoli italiani sono un po’ meno insicuri (sempre rispetto ai titoli tedeschi). Uno spread così basso non si registra dal 2009.

In realtà, il miglioramento è ancor più esagerato se il confronto viene fatto con il novembre 2011, quando lo spread toccò i 575 punti base e l’allora presidente di Confindustria dichiarò: «Non meritiamo di finire come la Grecia». La Grecia era infatti sull’orlo del fallimento e fu salvata solo dall’intervento della famosa «troika» (Bce, Commissione e Fmi): l’Italia evitò un simile intervento con le misure d’austerità del governo Monti. Paradossalmente la Grecia ha ora uno spread di 60, quindi migliore di quello italiano. Peggiore del nostro è invece, da qualche settimana, quello sui titoli francesi (ora sui 75 punti), per l’elevato disavanzo e la instabilità politica.

Comunque, uno spread basso per l’Italia, da un lato avrà conseguenze positive per l’economia (per i mutui alle famiglie od i prestiti bancari alle imprese) e dall’altro lato segnala la maggiore sostenibilità del debito pubblico italiano, come confermato dai miglioramenti nelle valutazioni delle agenzie di rating: l’ultima è stata Moody’s, due settimane fa, ma in precedenza si erano già mosse S&P, Fitch e Dbrs. Affidabilità a sua volta connessa al rigore della politica economica, che ad esempio ha portato ad un disavanzo pubblico ora in linea con le regole europee (3% sul Pil).

Il secondo numero citato all’inizio segnala invece un certo insuccesso della politica economica. Lo 0,5% di crescita del Pil italiano nel 2025 secondo le stime Ocse è del tutto in linea con le ultime proiezioni della Commissione europea (solo uno 0,1% in più ma invece un poco peggiori sono le stime per il prossimo biennio), per cui era già stato segnalato che l’Italia torna ad essere ultima in Europa quanto a crescita economica.

Il documento dell’Ocse ricorda anche che il tempo delle risorse eccezionali è finito, con un riferimento alle ultime rate del Pnrr che arriveranno il prossimo anno. Purtroppo, non si è colta l’opportunità per una manovra finanziaria più incisiva e, nonostante la prudenza fiscale, la combinazione di bassa crescita e debito elevato può porre l’Italia a rischio – nel medio periodo – nel caso di shock sui tassi o improvvise crisi di fiducia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ
Summer GardaSummer Garda

L'inserto in omaggio col GdB in edicola il 2 agosto

SCOPRI DI PIÙ
Cosmo 2050 - Speciale eclissi di agostoCosmo 2050 - Speciale eclissi di agosto

Dove, a che ora e in che modo seguire i due grandi appuntamenti estivi.

SCOPRI DI PIÙ