Opinioni

Sono giovani, ma non devono per forza aspettare

Le nuove generazioni non possono attendere di diventare vecchie per cominciare a vivere nel mondo reale

Annalisa Strada

Commentatrice

Tra gli scaffali di una libreria
Tra gli scaffali di una libreria

Alice ha iniziato a fare il proprio mestiere, la libraia, appena finita l’università e conclusa la specializzazione. È stato un progetto costruito su un obiettivo via via più chiaro e dettagliato. Ci ha creduto al punto da scegliere la città sulla base di criteri oggettivi e organizzare il trasferimento insieme alle socie e ai rispettivi fidanzati.

La loro è una libreria per ragazzi. L’attività prende piede e, a corollario, si strutturano iniziative connesse. Tra queste, un festival di letteratura per ragazzi in cui i giovani sono parte attiva: selezionano i libri, gestiscono gli incontri, accompagnano gli autori e, se serve, fanno da interpreti. Una scommessa difficilissima, perché la specificità, se da un lato è un valore, dall’altro non sempre facilita il percorso. Servono molta professionalità, grande fiducia e anche qualche anno di rodaggio.

La reputazione si consolida e sarebbe il momento di raccogliere i risultati, magari anche di goderseli un po’. Alice invece compie una scelta diversa: seleziona i ragazzi più attivi tra quelli con cui ha collaborato e affida loro il festival. Un passaggio di testimone che è, di per sé, una nuova sfida, pur mantenendo lei la direzione artistica. Di fatto è una giovane, non ancora quarantenne, che mette nelle mani di giovanissimi, poco più che ventenni, le chiavi di un’impresa culturale che ha ancora molto da offrire.

In questo Alice è stata coerente: avendo percepito su di sé il peso di una generazione che ha fatto da apripista ma fatica a farsi da parte, sceglie di dare l’esempio in anticipo. Il festival è, a tutt’oggi, uno dei principali nella narrativa per adolescenti. La vita professionale di Alice non si è fermata lì, tutt’altro. La libreria cresce, il nome suo e delle socie è conosciuto nell’intero settore e aprire nuovi percorsi è pane per i loro denti.

Mi piace raccontare questa storia nella settimana che include la Giornata della Lettura, il 23 aprile, e in un periodo segnato da grandi paure, perché la vicenda di Alice suggerisce tre considerazioni: le storie aprono possibilità e nella lettura si raccoglie tutta la conoscenza che possiamo ereditare; se sai ciò che vuoi, puoi definire le priorità e individuare gli strumenti; le nuove generazioni non possono aspettare di diventare vecchie per cominciare a vivere nel mondo reale.

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