Opinioni

Le ipoteche sul futuro degli altri

La generazione nuova per affrontare gli orizzonti bui non costruisce muri e dighe, ma si incentra in se stessa e nel presente
Una casa di famiglia
Una casa di famiglia
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Eleonora, Gloria e Tullio. Tre fratelli affiatati, cresciuti in una famiglia coesa e affettuosa. I nonni materni nacquero in una casa ai piedi delle dolomiti. I nonni paterni ebbero i natali davanti a uno dei mari più apprezzati d’Italia. I loro genitori si conobbero in una delle città più belle del centro Italia e lì presero casa. Ogni abitazione di famiglia, divisibile per tre. In montagna, al mare, in una città d’arte. Ci si potrebbe sentire fortunati e appagati. Invece no. Ciascuno dei tre fratelli desidera una casa solo sua e ognuno acquista un’abitazione solo propria. Il convincimento è produrre ricchezza per sé e per i figli. Ciascuna abitazione è ovviamente frutto di sacrifici che, visto il momento di relativo agio economico della seconda metà del secolo scorso, non consistono in rinunce debilitanti, ma nella canalizzazione delle risorse economiche.

La soddisfazione dei tre fratelli, radicata nell’intimo convincimento di fare una scelta felice, sta nella trasformazione dei numeri del conto corrente in solidi mattoni. È arrivato però il turno di dividere per i figli di Eleonora, Gloria e Tullio. Sono cinque giovani adulti, attorno ai trent’anni, che si sono guardati prima in faccia e poi nel portafogli. Il loro reddito non è paragonabile a quello dei genitori. Tutte le dimore hanno ormai bisogno di un giro di manutenzione tra tubature, impianti elettrici, mattonelle che andrebbero sostituite.

Le case sono lontane e bisogna raggiungerle, restarci, impegnarsi nella comparazione dei preventivi. In previsione, tutto questo diventa sempre più oneroso e sempre meno facile da organizzare. Lasciarle in gestione a qualcuno? Non rimedia al costo degli interventi attuali e futuri. Venderle? L’unica soluzione, anche se con tutto il marasma emotivo che genera la scelta di sbarazzarsi di ciò che i genitori hanno vidimato con il sigillo della conquista personale. Tra l’altro, il guadagno non è neppure quello vaticinato dagli antenati.

Nessuna generazione può prevedere il futuro, ma i nipoti di Eleonora, Gloria e Tullio hanno i desideri di una generazione nuova, che per affrontare gli orizzonti bui non costruisce muri e dighe, ma si incentra in se stessa e nel presente. Quando corri il rischio di essere quello che chiude la porta, ti rendi conto che il presente è ciò che conta. E quelli che te lo fanno pesare, di norma, sono quelli che hanno messo un’ipoteca sul futuro. Il tuo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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