Dopo la pubblicità arrivano i Modà. La debolezza del pezzo, anche al terzo ascolto all'Ariston, è inversamente proporzionale all'eccesso di colore sulle loro camicie.
Dopo di loro arriva Rose Villain che, al contrario, propone uno dei look più interessanti di questo festival, elegantissima in nero velato e perline a contrasto con i capelli bluette. La sua «Fuorilegge» ricorda altre sue hit, ma è di certo già canticchiata in testa anche da chi non apprezza il genere. Su quel palco si sente ormai si sente molto, molto a suo agio. E anche se una nota alta non le riesce benissimo, nel complesso la performance è memorabile.
Anche Tony Effe sbaglia un paio di note (non è vero: molte di più), ma stavolta non gli hanno tolto i gioielli. Giacca doppiopetto strutturatissima e sotto solo i tatuaggi. Ricciolo da maranza. I mormorii in sala stampa e probabilmente in platea sono tantissimi. Applausi debolucci, ma ci sono.

I gioielli di Tony Effe - Foto Ansa/Fabio Frustaci © www.giornaledibrescia.it
L'ottava in gara è Clara. «Febbre» mette in luce le sue qualità vocali, ma l'attenzione va anche sulla gonna pareo, sul bustino e sulla frangetta tagliata proprio per l'ultima serata. L'effetto è nostalgia per i primi Duemila. Anche l'ombretto azzurro lo urla, se non bastassero il taglio della vita e gli strass. Anche Serena Brancale è tutta di strass e paillettes, ma nere: a dirigere l'orchestra per «Anema e core» è la sorella, la maestra Nicole Brancale.
Cambia il mood sul palco dell'Ariston Brunori Sas con «L'albero delle noci», dedicata alla genitorialità. Applausi a scena aperta per lui, che rappresenta il cantautorato tradizionale a Sanremo. Sempre amatissimo dal pubblico italiano. «È stata un'esperienza straordinaria», dice alla fine. E ora arriva l'ospite.