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Sanremo, la prudenza perbenino fa rimpiangere la tutina di Lauro

Nemmeno gli abiti e i look hanno sollevato la 76esima edizione del Festival della canzone italiana: gli abiti controversi degli scorsi anni quantomeno facevano chiacchierare
Achille Lauro a Sanremo 2020 in Gucci - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Achille Lauro a Sanremo 2020 in Gucci - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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E così si chiude il festival della restaurazione. Non solo di quella musicale e dell’intrattenimento. Anche i look dei cantanti in gara – così come quelli di conduttori e ospiti – hanno messo la retromarcia.

Sono lontani i tempi dei teatrini e delle scaramucce alla Morgan, dei tormentoni e dei brani controversi. Ma lontanissimi sono anche i tempi della tutina nude glitterata di Achille Lauro, del pancione finto di Loredana Bertè, dei piedi nudi di Elisa e Oxa... Controversi, ma quantomeno si chiacchierava. Non sono frivolezze vacue:gli abiti hanno potere e ciò che si indossa all’Ariston parla quanto le canzoni e i siparietti.

Loredana Bertè a Sanremo 1986
Loredana Bertè a Sanremo 1986

Pochi rischi, meno giochi con i codici del genere, misura, compostezza. Meno divertimento, meno espressività. Nel 2025 Conti aveva tracciato una linea che con spontaneità è stata adottata quest’anno dagli stylist che curano l’immagine dei cantanti. Certo, i grandi nomie brand mancavano causa settimana della moda. Una somma di addendi che ha portato al risultato:un festival proprio piattino.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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