Sanremo, la prudenza perbenino fa rimpiangere la tutina di Lauro

E così si chiude il festival della restaurazione. Non solo di quella musicale e dell’intrattenimento. Anche i look dei cantanti in gara – così come quelli di conduttori e ospiti – hanno messo la retromarcia.
Sono lontani i tempi dei teatrini e delle scaramucce alla Morgan, dei tormentoni e dei brani controversi. Ma lontanissimi sono anche i tempi della tutina nude glitterata di Achille Lauro, del pancione finto di Loredana Bertè, dei piedi nudi di Elisa e Oxa... Controversi, ma quantomeno si chiacchierava. Non sono frivolezze vacue: gli abiti hanno potere e ciò che si indossa all’Ariston parla quanto le canzoni e i siparietti.

Pochi rischi, meno giochi con i codici del genere, misura, compostezza. Meno divertimento, meno espressività. Nel 2025 Conti aveva tracciato una linea che con spontaneità è stata adottata quest’anno dagli stylist che curano l’immagine dei cantanti. Certo, i grandi nomi e brand mancavano causa settimana della moda. Una somma di addendi che ha portato al risultato: un festival proprio piattino.
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