L’anomalo anticipo a mezzogiorno delle più importanti partite di ieri ha stravolto le abitudini di milioni di italiani e ha scatenato sul web la disapprovazione generale. Mai i tifosi sono stati così uniti nel condannare una decisione fra l’altro continuamente rinviata tanto che è diventata virale la scena di un vecchio film di Lino Banfi nei panni di un commissario della Pubblica sicurezza. Prima di un’azione sintonizza gli orologi con i suoi uomini e ognuno di loro indica un’ora diversa, un po’ come successo in questi giorni quando si è trattato di decidere quando giocare le gare della penultima giornata di campionato.
I disagi
Ai critici di casa nostra si sono uniti anche gli emigranti in America, per i quali la sveglia ieri mattina è suonata all’alba per potersi vedere i match in diretta su Espn. Un tema che ci affratella tutti è più di ogni altro quello della pappa. Per chi è rimasto davanti alla tv a che ora buttare la pasta visto che tra recuperi e ricorsi al Var non si sa mai quando finisca una partita? I disagi maggiori, ovviamente, per quei tifosi che sino all’ultimo non sapevano come organizzarsi (specie quelli in trasferta) con la spiacevole sensazione di essere sempre loro a pagare il prezzo più alto (e non ci riferiamo solo a quelli, sempre più, astronomici dei biglietti). Delle loro esigenze ormai, ai padroni del vapore interessa sempre meno: sono considerati semplici clienti, non protagonisti.
Gli altri sport
Qualcuno, però, si è azzardato a definire questi disagi veri e propri sacrifici e qui non siamo d’accordo. Chi li fa davvero, alla domenica mattina, sono i tantissimi praticanti di discipline meno note ma che sono altrettanto impegnative. Non vogliamo definirli sport minori – sarebbe un’offesa per chi li pratica – semplicemente semmai sono quelli meno conosciuti. A casa nostra non mancano gli esempi, a cominciare dalla pallamano femminile dove abbiamo due squadre nei campionati nazionali, il Leno e il Brescia.
È capitato , in caso di partite in Sardegna, che la trasferta in aereo cominciasse il giorno stesso della partita, per risparmiare sulle spese di viaggio. Nell’hockey su prato, i campi sono a disposizione spesso soltanto alla domenica mattina così per tante squadre le trasferte iniziano all’alba. C’è poi il tennistavolo che per contenere le spese spesso concentra in una sola domenica due turni di campionato e la prima partita di solito è in programma alle 10: vi lasciamo immaginare a che ora bisogna partire per raggiungere sedi lontane a volte anche 300 km.

Nessuna lamentela
Se volete togliervi la curiosità di assistere alle partite di questi sport scoprirete mondi nuovi , come chi fa viaggi da un continente all’altro. La caratteristica comune dei praticanti è quella di affrontare i disagi senza lamentarsi mai, vi hanno fatto l’abitudine, li considerano inevitabili. E tra di loro nasce un forte spirito di appartenenza: non è raro scambiarsi favori, come quello di ospitare una squadra avversaria o di condividere il terzo tempo, spesso fatto di panini mangiati in fretta e furia, perché i minuti sono contati.
Tornando a casa nostra poi da anni Brescia non ha un campo di baseball e così le sue squadre (anche quella dei non vedenti due volte campioni d’Italia) giocano sempre in trasferta. Attorno a queste realtà si nuove un mondo di genitori, amici, volontari senza i quali nulla sarebbe possibile. La formazione dei ciechi ha tra l’altro guide giovanissime che nei week end ai divertimenti dell’età preferiscono la gioia di sentirsi utili. Ecco loro sì i sacrifici li fanno senza però considerarli tali. Chi ieri ha messo la sveglia un po’ prima per vedere partite di serie A prenda esempio da loro.



