Ebbi il piacere di moderare padre Paolo Dall’Oglio – di cui oggi si ricorda la scomparsa avvenuta nel 2013 – in una conferenza rivolta agli studenti degli istituti superiori della Valle dell’Agno, nel Vicentino. Qualche mese prima, il gesuita romano era stato espulso dalla Siria dal presidente Bashar al Assad, di cui era un feroce oppositore. All’epoca di Siria si sapeva poco, e lui tenne una lezione interessantissima, utilizzando una mappa per far capire dove si trova il Paese e ricostruendone la storia, per spiegare ai ragazzi che niente succede per caso.
Un paio di giorni dopo, partecipò a un’altra conferenza a Vicenza, stavolta aperta al pubblico, e lì non risparmiò critiche al governo siriano e alla comunità internazionale sostenitrice di un regime che sistematicamente violava i diritti umani. Parlò da uomo libero, sempre dalla parte del popolo siriano, che dal marzo 2011 manifestava disarmato contro l’oppressore (poi la ribellione repressa diventerà guerra, prima civile, poi alimentata da foreign fighter di varia provenienza, fino alla caduta di buona parte del Paese nelle mani dello Stato Islamico).




