Opinioni

A Natale possiamo alzare l’asticella fino alla parola «fiducia»

La tradizione di una piccola famiglia può essere uno spunto per rendere sempre più speciali le festività natalizie
Un addobbo natalizio
Un addobbo natalizio
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Laura è figlia unica e ha sposato Marco, che ha un solo fratello che vive da solo. Laura e Marco hanno un solo figlio grande ma non troppo, un genitore sopravvissuto a testa e una vecchia zia per parte. A tavola, a Natale, quando ci sono tutti sono in otto. Dieci quando si aggiunge una coppia di amici di lunga data. I soliti dieci: gli stessi di Pasqua, Ferragosto, dei compleanni e delle domeniche quando si decide di cucinare bene. Come rendere speciale il Natale?

Quando la situazione è questa, le possibilità sono tre. La prima è raccontarsela molto e credere che basti l’atmosfera (magari per un po’ vale pure, ma sulla lunga durata diventa difficile). La seconda è la rassegnazione: in fondo, si tratta solo di una giornata come un’altra (percezioni individuali a parte). La terza è impugnare la situazione e imprimere una sterzata all’inerzia delle cose per farle andare meglio. Ed è proprio la terza possibilità quella che Laura, Marco e il figlio hanno scelto da cinque anni a questa parte.

Marco, Laura e il figlio hanno dunque deciso che il giorno dell’Immacolata è quello in cui viene annunciato «il tema di Natale», che viene comunicato a tutti gli ospiti.

Il primo anno è stato «Bianco» e tutto era candido: gli abiti degli ospiti (chiudendo un occhio sul golf «panna» di una nonna), la tavola e le decorazioni. Il secondo anno è stato «Pallini»: impossibile apparecchiare a pois, ma sono stati riconosciuti coerenti sia il (solito) golf color panna della nonna, che a forza di lavaggi aveva fatto «i pallini», sia i piselli di contorno, mentre i cioccolatini che non erano sferici sono stati rinviati a Santo Stefano. Il terzo anno la posta si è alzata: il tema era «aria». Si è distinto il fratello di Marco portando dei bignè vuoti, mentre una vecchia zia ha incluso in ogni regalo un palloncino da gonfiare (esclusivamente a fiato). Il quarto anno il cimento è stato su «Scala» e gli invitati hanno dato il meglio: scale di colore, crescendo di sapori, dimensioni dei piatti di portata, gradazione alcolica, addirittura è stato rispolverato un flauto dolce per una scala di note. Ci stanno prendendo gusto, è chiaro.

Il Natale che verrà sarà il quinto e ieri è stato lanciato il tema, che sono autorizzata a divulgare. La parola inviata a tutti i soliti ospiti è: «Fiducia». La trovo interessante, ma davvero impegnativa. Che abbiano esagerato, in un mondo come il nostro, a proporla per Natale? Sto pensando a come me la caverei io. E voi che fareste?

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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