Il caldo? Di destra, decisamente di destra. Il che rende, inevitabilmente, l’afa di sinistra.
Mancano all’estate italiana le obbligatorie discussioni calcistiche di tenore mundial (un rito che speriamo di recuperare... tra quattro anni), le temperature torride che rendono un’ordalia le nostre giornate sono il vero argomento da bar (solo i bar con aria condizionata, ovviamente). Perché anche su un tema scientifico come il riscaldamento globale ci siamo oramai divisi in tifoserie. Pensateci bene, è come se battagliassimo sulla relatività. Vi immaginate supporter einsteiniani e antieisteniani che si azzuffano davanti a un diagramma?
Ma, smettiamola di divagare: i modelli cui meteorologi e scienziati del Globo fanno riferimento, lasciano poco spazio ai dubbi. La temperatura del pianeta è in costante aumento. Lo si vede, ahimè, quando le botte da 35 gradi si ripetono sempre più spesso anche in periodi normalmente più tiepidi. Ma anche dalla necessità di ridisegnare la filiera agricola, con colture che si rifugiano in alto per sfuggire al rischio arsura.
A questo punto, immancabile, qualcuno tira in ballo la nonna e i racconti di quel maggio torrido del 1954. Ma nessuno nega che stagioni anomale ci siano sempre state. A preoccupare è il reiterarsi di fenomeni che fanno cadere a Fiesse acquazzoni come a Santo Domingo e avere 30 gradi al Tonale. È palese che c’è qualcosa che non va. E non è un pensiero... a caldo.



