Un milione di volti, di voci, di colori, di bandiere, di giovani, ragazzi e ragazze da tutto il mondo per un giubileo che è anche una Gmg, che è anche, a cento giorni dall’elezione, una sorta di inizio mondiale, di inizio di massa del pontificato di Leone XIV. Dall’inizio, a piazza San Pietro, alla fine, nella grande spianata di Tor Vergata, c’è il sigillo dello stile del Papa e del dialogo con i suoi giovani. Un dialogo esigente, un dialogo controcorrente, un dialogo coerente. Che ha già un appuntamento ulteriore, a Seoul. Tra due anni, su un tema che rilancia i discorsi di questi giorni: «Abbiate coraggio, io ho vinto il mondo».
Perché, lo ha detto all’inizio e lo ha ripetuto alla fine, «voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo». Vangelo allo stato puro, certo, ma che presuppone un dialogo, un discorso, una comprensione reciproca, un dinamismo che è stato il messaggio culturale (e si può dire pedagogico) di queste giornate. Per preparare convenientemente all’azione, alla testimonianza, all’impegno.




