Sono sincero, non mi aspettavo che si arrivasse in volata di gruppo a Pieve di Soligo, o perlomeno che non andasse a fondo la fuga, anche se vedendo il percorso un po’ ho cambiato idea. Il finale però si prestava all’attacco di un gruppetto oppure di un finisseur.
Mi ripeto, si sta correndo un Giro d’Italia a medie fuori dal comune e ci sta che le squadre dei velocisti abbiano fatto qualcosa in più per arrivare in volata, magari anche come voglia di riscatto per quanto successo la scorsa settimana a Novi Ligure. D’altronde Davide Bramati, ds della Soudal, rischia di non vincere la maglia a punti nonostante le tre vittorie di Paul Magnier, considerando che nelle prossime due tappe dovranno solo soffrire tra Alleghe e Piancavallo ci sta che abbiano speso per avere un’altra chance.
Superiorità
Il treno del francese non è così completo ma lui è il più forte: sprigiona una marea di watt, quando era in scia al suo compagno all’ultima curva pareva andasse in tandem tanto era perfetto, a differenza di Milan che invece si è ancora allargato: significa che qualcosa non funziona.
Ho visto bene Vingegaard sull’ultimo strappo, magari ha voglia oggi o domani di mettere anche il punto esclamativo. O concedere una tappa al suo gregario Piganzoli: è il più in forma degli italiani, anche se è troppo avanti in classifica, mentre Caruso può guadagnare. E sono curioso per Eulalio, anche se ieri ha sprecato energie con quegli scatti nel finale.



