Tutti i protagonisti del M5s sono ritornati in pista in queste giornate, compreso Davide Casaleggio. Non per nulla, visto che si tratta di un tornante decisivo, quello del tentativo di espulsione di fatto e di chiusura di ogni relazione (non solamente «lavorativa») con Beppe Grillo. Per il quale, come ovvio, non c’è più spazio dentro il «PdC», il partito personale di Giuseppe Conte, con la corte di un gruppo di notabili a prova di bomba sotto il profilo della fedeltà e del lealismo nei confronti del nuovo capo.
Hanno avuto l’effetto di una detonazione le anticipazioni delle dichiarazioni del presidente pentastellato, contenute nel nuovo libro di Bruno Vespa – Hitler e Mussolini –, sulla fine del famoso-famigerato contratto da 300mila euro con il Garante per il suo «supporto alla comunicazione» del Movimento fondato insieme a Gianroberto Casaleggio.




