Negli Stati Uniti il sistema di check and balances non è ancora al museo. Ci ha pensato la Corte Federale col dichiarare illegali i dazi del Presidente, aspettiamo gli esiti del ricorso. Tuttavia, per il libero commercio, continuano i momenti tristi. Paradossalmente, in questa recrudescenza protezionistica, il libero scambio non ha mai avuto tanti sostenitori. Anche tra quelle parti mai troppo convinte dei suoi benefici.
Tanta improvvisa tifoseria fa nascere qualche sospetto. Se si tratti di una genuina convinzione, o semmai conversione, pro, o se non sia semmai un qualcosa di esclusivamente anti. Ovviamente di anti-Trump. Per l’Europa la cartina di tornasole potrebbe esser rappresentata dal destino dell’accordo con il Mercosur, ancora in via di ratifica. Guardiamoci allo specchio, in tema di protezionismo (agricolo) l’Ue non ha proprio lezioni da impartire. Una ondata di indignazione, è il caso di riferirvisi così, è seguita alla dichiarazione congiunta Ue-Usa, a seguito dell’accordo commerciale del 21 agosto.




