Opinioni

I dazi, pilastro del trumpismo, finiscono alla Corte Suprema

La corte d’appello federale ha confermato che gran parte delle imposte volute dal presidente americano sono illegali: l’Amministrazione Usa farà ricorso
Mario Del Pero

Mario Del Pero

Editorialista

La sede della Corte Suprema degli Stati Uniti - © www.giornaledibrescia.it
La sede della Corte Suprema degli Stati Uniti - © www.giornaledibrescia.it

La corte d’appello federale conferma quanto deciso il maggio scorso dal tribunale per il commercio internazionale di New York, dichiarando così illegali la gran parte dei dazi imposti da Trump. La decisione viene però sospesa, e i dazi restano in vigore, fino alla metà di ottobre per permettere il ricorso dell’amministrazione alla Corte Suprema, a cui passa ora la palla e che sarà chiamata a esprimersi in uno dei casi più delicati e importanti di questo secondo mandato presidenziale di Donald Trump.

I due pronunciamenti delle Corti si fondano su un duplice assunto: che la regolamentazione del commercio sia competenza del Congresso (art.1, sezione 8: «Il Congresso … avrà il potere di regolare il commercio coi paesi stranieri, tra gli Stati e con le tribù indiane»); e che la legislazione straordinaria invocata da Trump, sulla base di una legge del 1977 che garantisce al Presidente ampi poteri in risposta a un’emergenza nazionale, non possa giustificare l’imposizione di dazi onnicomprensivi quale quella promossa in questi mesi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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