La vita è una scala, letteralmente

Tra chi non si ferma ad aiutare e chi fa finta di niente, oggi è difficile trovare un po’ di gentilezza. Per fortuna Paola è riuscita ad avere sostegno in un momento di difficoltà
Una scala mobile - © www.giornaledibrescia.it
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Paola è una donna colta, piacevole e ironica. Tutti dovrebbero avere un’amica come lei. Vive in grande città e quest'estate si è vantata tantissimo dei pantaloni che ha acquistato: quelli lunghi, molto leggeri e con le gambe larghissime. Aveva notato che l’orlo toccava terra ma mai avrebbe immaginato quello che sarebbe accaduto.

Sale su una scala mobile e il bordo di una gamba dei calzoni si infila tra due gradini, proprio al limite di quella spazzola che corre lungo tutta la rampa. Paola pensa che basti tirare. Invece no. Strattona, ma il tessuto comincia a tirare verso il basso. Un pochino come se la scala mobile stesse risucchiando la tela. Paola inizia a preoccuparsi, prende la stoffa con due mani e ci mette forza, mentre controlla quanto manca all'arrivo. Troppo poco. I pantaloni iniziano a scendere sui fianchi.

Paola ha la paura che brucia su tre fronti: farsi male, restare in mutande davanti a tutti, bloccare la scala mobile e far cadere tutti come tessere di un domino. Si sta agitando e si sente attorno. Quelli davanti sbirciano e iniziano a fare i gradini a piedi. Quelli dietro, quando capiscono la situazione, la superano. È a un soffio dal punto in cui i gradini iniziano ad abbassarsi prima di appiattirsi e diventare il nastro di striscioline metalliche che ricomincia il giro. Paola inizia da alimentare un quarto, ampio, fronte di paura: quello alimentato dall’indifferenza che la assedia.

L'indifferenza delle persone - © www.giornaledibrescia.it
L'indifferenza delle persone - © www.giornaledibrescia.it

Sta per decidere di togliersi i calzoni e sia quel che sia, quando alle sue spalle arriva una figura smilza. È una donna bassina e che pesa forse quanto un bagaglio a mano. Non parla l'italiano, ma fa un gesto nella lingua universale della solidarietà, con un accento di genio. Con il lato dentellato di una chiave semplice «sega» il tessuto teso. Ci mette forza e un po' addirittura graffia Paola, ma è una minuzia.

Appena in tempo, Paola si trova sul pianerottolo, con la gamba destra dei calzoni con uno squarcio irrimediabile e una goccia di sangue che scorre. Vorrebbe offrire un caffè alla donna, abbracciarla, regalarle qualcosa. Ma la signora formato mignon scuote la testa, sorride, agita le mani: non ha fatto niente. Certo, Paola non sarebbe morta, la scala mobile ha continuato a funzionare: ma tra chi ti supera mettendo impegno per non vederti e chi si sforza di aiutarti passa la distanza siderale tra la gente normale e un essere umano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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