Rabbia, indifferenza, egoismo: un mondo senza sentimenti

Fermate tutto, voglio scendere! Non capisco più il mio Paese che tanto amo: non capisco le persone che, rabbiosamente, ne attaccano altre che non conoscono sui social o che non pensano nemmeno a come le loro azioni possano avere una ripercussione sugli altri.
L’altro giorno mi sono sentita in dovere di far notare ad una signora, che avrà avuto l’età di mia madre, che aveva parcheggiato sulla strada e che questa impediva il passaggio alle altre. Questa mi ha risposto, stupefatta e scocciata, che doveva fare una commissione di pochi minuti e che mai si sarebbe permessa altrimenti. Peccato che si fosse già permessa…
Non c’è più gentilezza, nessuno si guarda attorno e nota se qualcuno è in difficoltà, non ci si ferma ad aiutare, la maggior parte pensa solo a sé, pochi si mettono nei panni dell’altro e cercano di capirlo. O, almeno, di non dare fastidio o intralciare. La compassione, la sensibilità, l’empatia sembrano essere svanite. Così come l’educazione, l’attenzione, il senso di comunità. A me è stato insegnato che ognuno deve fare la sua parte. Perché questo? È possibile che le difficoltà – che vedo e sono tante – possano aver trasformato le persone in questo modo? Alcuni sostengono che basterebbe che qualcuno cominci a fare un gesto gentile per innescare un circolo virtuoso. Funzionerebbe? Aspetto suggerimenti e... azioni.
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