Cari fratelli e sorelle, insieme al Patriarca Teofilo III, siamo tornati da Gaza con il cuore spezzato. Ma anche incoraggiati dalla testimonianza di tante persone che abbiamo incontrato. Siamo entrati in un luogo devastato, ma anche pieno di umanità meravigliosa. Abbiamo camminato nella polvere delle macerie, accanto a edifici crollati e tende ovunque: nei cortili, nei vicoli, per strada e sulla spiaggia – tende che sono diventate dimora per chi ha perso tutto.
Abbiamo incontrato famiglie che hanno perso il conto dei giorni dell’esilio, perché non vedono alcun orizzonte di ritorno. I bambini parlavano e giocavano senza scomporsi – sono ormai abituati al rumore dei bombardamenti. Eppure, in mezzo a tutto questo, abbiamo incontrato qualcosa di più profondo della distruzione: la dignità dello spirito umano che si rifiuta di spegnersi. Abbiamo visto madri che cucinavano per gli altri, infermieri che curavano le ferite con dolcezza, e persone di ogni fede che ancora pregano il Dio che vede e non dimentica mai.



