Opinioni

Elly Schlein contro tutti

Egidio Bonomi
La difficile posizione della segretaria del Partito democratico
Elly Schlein - Foto Ansa/Fabio Cimaglia © www.giornaledibrescia.it
Elly Schlein - Foto Ansa/Fabio Cimaglia © www.giornaledibrescia.it
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Elly, fortissimamente Elly, sempre Elly… La segretaria Dem non ha mezze misure e manda a dire a quel buzzurrato di Trump che se mai (mai!) lei dovesse trovarsi al timone dell’italica barca, non lo degnerebbe d’un battito dell’iride. E Trump si è sentito tremare il ciuffo davanti a tale eventualità semplicemente catastrofica (per noi).

Il che fa intuire che se l’intrepida Elly non si ostinasse ad essere Schlein, sarebbe un’ottima segretaria del Partito democratico. Fa una certa impressione pensare che la «ragazza» tutta jeans e occhiali ferma capelli, sia l’erede - per quanto lontana - di Berlinguer, D’Alema, Veltroni… insomma, navigatori agili nel mare in rigurgito della politica, con idee e intenzioni individuate e individuabili, ma la Elly, a volte, scambia le cantonate politiche per libertà di pensiero.

La contrapposizione da indomabile supercilio critico per quotidiana dieta intellettuale, le battutine infantili (tra consiglio e coniglio, borsette e bollette) per calembours da impallidire Bernard Shaw. E allora, se il governo in carica non è esente da appunti, l’opposizione, che nel partito democratico ha il più fibrillante nerbo, vagola su direttrice tenuti, idee scarsine, programmi sgrammaticati. I cavalli di battaglia ellyani sono sostanzialmente due: il salario minimo e la sanità, sacrosanti, per carità; lo scandalo degli stipendi vergognosi sanno d’autentico furto ai danni di chi meno ha già di per sé e la salute è bene supremo, ma se è vero che la politica interna discende da quella estera, sarebbe eccitante conoscere quali direttrici in tal senso animano il partito guidato dalla Schlein, salvo l’inciampo dell’ostracismo d’anticipo al zazzeruto Donald.

Sarà certamente esagerato, ma qualcuno sostiene che, sotto sotto, due dem su uno la vorrebbero detronizzata, ciò che la sorniona Giorgia teme di più: finché c’è Elly, ella domina.

Tuttavia «confiteor», devo confessare un fondo di simpatia per (sch)lei, per il piglio giovanile, il sorriso cavallino seducente e sedicente, la capigliatura nero notte slunata, l’applicazione nel percorrere l’Italia su e giù per rimpinguare le file del partito con scappellamento più a sinistra, quasi a lambire il duo «bonellianni», verso quel campo largo paragonabile a due rette parallele che corrono all’infinito finché non gliene importa più nulla. Senza dire dei Cinquestelle mordicchianti proprio nel campo Dem, sorretti dal motto: uniti si… evince.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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