Vari modi di arrivare in tempo

Elio e suo fratello Ivan sono al capezzale della madre morente. La donna non è vecchia e la sua dipartita è prematura. Se ogni vita che si spegne è una smagliatura di dolore che si apre nell’esistenza di qualcuno, la morte di Santina è un colpo d’accetta che Elio e Ivan vedono arrivare col cuore a pezzi.
Proprio mentre i suoi momenti di incoscienza si fanno più lunghi, arriva una lettera raccomandata. No, non è qualcosa da pagare, siamo negli anni in cui arrivavano in cartaceo persino lettere d’amore, biglietti d’auguri e cartoline. Nella busta piena di bolli e timbri stanno una lettera, un certificato di nascita e una fotografia in bianco e nero piena di pieghe e scoloriture, come se fosse stata tenuta a lungo in tasca.
Per farla breve, a scrivere è una sorellastra di Santina. Spiega di aver fatto luce sulla propria nascita e di aver scoperto che il signore della foto, che talvolta arrivava a casa con soldi e giocattoli, era suo padre (e non uno zio come le diceva la mamma).
Scavando, ha capito di avere una sorella e che questo la fa sentire molto meno sola al mondo. Garantisce di non avere pretese economiche, ma di coltivare il vivo desiderio di conoscerla. Si scusa per la ricevuta di ritorno, ma le serviva per capire se indirizzo e destinatario individuati fossero corretti.
La storia li convince. Ivan e Elio riconoscono il signore in foto: è il nonno materno. Hanno una foto quasi identica, in cui la bimba in braccio è la loro mamma. Che fare? Dire tutto a Santina o far finta di niente? Le farebbe piacere sapere di avere una sorella, lei che ha sempre detto che l’esistenza da figlia unica non le era piaciuta? O si rischierebbe di allungare un’ombra sul nonno, che ormai non c’è più, come pure la nonna? Parlare ora o tacere per sempre?
Elio vorrebbe aggiornare la mamma: se la lettera è arrivata in tempo, è segno che va informata. Il peso sulla coscienza per una vita intera non se lo vuole sentire. Ivan teme che la reazione potrebbe essere esplosiva: magari è contenta, ma sa di avere i giorni contati, non fa in tempo nemmeno a vederla quella sorellastra e va bene che la lettera è arrivata in tempo, ma lo sanno tutti che il destino è beffardo.
Vorrai mai lasciarla andare via con la sensazione di essersi persa qualcosa o di lasciare qualcosa di incompiuto? La discussione è accesa e vince la visione di Ivan: meglio che il tempo che resta sia di quiete. Però scrivono alla nuova zia e le raccontano tutto, scrupoli inclusi.
Lei comprende e conosce i ragazzi in occasione delle esequie. Donna di fede, sostiene che «anche questo è un modo di arrivare in tempo». Sono passati decenni, ma la signora e i due fratelli sono ancora in contatto. Io mi sono chiesta che cosa avrei fatto al posto loro, ma non mi sono data risposta. E voi?
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