Ho la pessima abitudine di ascoltare tutto quello che la gente dice.
A corollario, ho il ragionevole pregio di dimenticare in tempi abbastanza brevi. Di ciò che mi passa per le orecchie, mi restano impigliate in mente le parole che mi incuriosiscono oppure quelle che vengono ripetute con maggiore frequenza. Per esempio, dalle ultime settimane, mi sono rimasti «bias» (distorsioni), «polarizzazione» (la tendenza a dividersi in fazioni opposte), «in purezza» (senza scorie o interferenze), «rage bait» (la creazione intenzionale di contenuti, prevalentemente sociale, che possono scatenare reazioni intense, al fine sostanziale di aumentare la visibilità e alimentare il disaccordo).
Niente che io trovi particolarmente apprezzabile. Eppure, avendole in mente, sono espressioni che poi mi capita di usare. Anzi, più le rifiuto e più mi capitano sulla punta della lingua.



