Opinioni

El-Sayed, quel radicalismo che piace ma fa pensare

Ha prevalso offrendo un messaggio molto radicale e progressista, in uno Stato complesso e meno di sinistra di molti altri
Mario Del Pero

Mario Del Pero

Editorialista

Abdul El-Sayed ha vinto le primarie democratiche in Michigan - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Abdul El-Sayed ha vinto le primarie democratiche in Michigan - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Ha fatto inevitabilmente scalpore la vittoria di Abdul El-Sayed alle primarie democratiche che hanno scelto il candidato per il seggio senatoriale del Michigan.

El-Sayed ha un curriculum impressionante, è epidemiologo di successo con due dottorati, a Oxford e Columbia, professore universitario chiamato giovanissimo a dirigere il dipartimento della Sanità di una città importante e complessa come Detroit.

Non ha però una pregressa esperienza politica e non è mai stato eletto ad alcuna carica. Soprattutto, ha prevalso offrendo un messaggio molto radicale e progressista, in uno Stato complesso e meno di sinistra di molti altri.

Uno Stato governato oggi da una moderata democratica come Gretchen Withmer che è andata controcorrente, scegliendo spesso di collaborare con Donald Trump e la sua amministrazione.

La vittoria di El-Sayed – soprattutto se messa in relazione con i risultati di tante altre primarie che l’hanno preceduta – ci dice molte cose sul contesto politico statunitense, sulle dinamiche elettorali in atto e su un partito democratico vitale, ma anche lacerato da profonde divisioni politiche, ideologiche e generazionali.

Come già altri candidati anomali prima di lui – da James Talarico in Texas a Graham Platner in Maine (poi caduto in disgrazie e costretto al ritiro) – El-Sayed ha intercettato la forte richiesta di cambiamento e discontinuità presente nella base democratica. Discontinuità generazionale. Discontinuità in politiche economiche che poco fanno per ridurre marcate diseguaglianze di reddito e ricchezza, e anzi sembrano favorirne ancor più i principali beneficiari, dagli oligarchi tecnologici della Silicon Valley a una finanza che nella speculazione sull’intelligenza artificiale e nelle criptovalute pare avere trovato ennesime galline dalle uova d’oro. E discontinuità, infine, anche sulla politica estera, con una percentuale maggioritaria di elettori democratici oggi fortemente critica nei confronti d’Israele e favorevole a un drastico ripensamento del sostegno statunitense a Tel Aviv.

Il pugnace messaggio progressista con cui si denuncia tutto ciò cattura cuori e immaginari. Più di tutto, mobilita e galvanizza. A scrutinio ancora in corso, i votanti in Michigan sono stati molti di più (il 50%) rispetto a precedenti, analoghe primarie nel 2020 e nel 2024. Un entusiasmo che si estende anche a segmenti fondamentali – su tutti i giovani, in particolare maschi – che i democratici avevano in parte perso nelle elezioni del 2024.

E però il voto offre anche indicazioni potenzialmente problematiche per i democratici. Espone, una volta di più, quella frattura all’interno del partito che, per comodità descrittiva, spesso semplifichiamo come tra centro e sinistra, moderati e progressisti. Ed evidenzia la necessità per i democratici di riuscire a trovare candidati adatti a contesti specifici, ché il Michigan non è la California e l’Iowa non è il Massachusetts. Democratici che sono strutturalmente maggioritari nel paese – come ben mostrano le percentuali delle registrazioni elettorali – ma anche più eterogenei da un punto di vista politico, ideologico e demografico.

Il dibattito a Detroit, in Michigan - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il dibattito a Detroit, in Michigan - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Proprio i primi dati che escono dal Michigan sembrano confermare queste criticità. La vittoria di El-Sayed è stata molto più risicata di quanto non prevedessero i sondaggi. La sua avversaria Haley Stevens (che, con grande correttezza, ha immediatamente annunciato il suo pieno sostegno a El-Sayed), ha ottenuto anche lei un numero di voti mai raggiunto da un/a candidato/a alle primarie.

A dispetto del suo messaggio radicale di difesa dei diritti delle fasce più vulnerabili della popolazione, o forse proprio grazie a esso, El-Sayed ha prevalso tra elettori con elevati livelli d’istruzione (diploma di laurea) e con redditi alti e medio-alti. Elettori in gran parte informati e militanti, questi. In uno stato colpito come pochi altri dalla crisi del manifatturiero, con forte sacche di povertà e disagio sociale, dove il 30% degli elettori sono indipendenti e il 65% non ha un titolo di studio post-secondario, da qui a novembre sarà indispensabile rimodulare (e moderare) il messaggio e la proposta politica per poter sperare di vincere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Le notizie della sera

Il riassunto della giornata, con le principali notizie e gli approfondimenti della redazione.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
SponsorizzatoLiberi di muoversi: come la chirurgia refrattiva cambia lo sport e la vita all'aria apertaLiberi di muoversi: come la chirurgia refrattiva cambia lo sport e la vita all'aria aperta

Praticare sport senza il vincolo di occhiali e lenti è un'opportunità per riscoprire il proprio potenziale in sicurezza: un percorso verso la libertà visiva da valutare insieme allo specialista

Il nuovo volto della chirurgia estetica: «Filler» in edicola con il GdBIl nuovo volto della chirurgia estetica: «Filler» in edicola con il GdB

Un’inchiesta sulla diffusione dei ritocchi estetici e sui cambiamenti nel rapporto con il corpo, l’identità e l’idea di bellezza.

SCOPRI DI PIÙ
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ