La storia della famiglia nel bosco par quasi ormai una serie tv, grazie a un bombardamento mediatico, incalzante. Le notizie arrivano frammentate, pochi hanno letto gli atti ufficiali, le immagini dei bambini spopolano ovunque con buona pace per la Convenzione di New York. In realtà siamo spettatori di un puzzle tutto da ricomporre, ancora privo di un’immagine di riferimento.
La pancia si riempie di emozioni collettive, guardiamo le nostre stesse tensioni irrisolte tra libertà e conformità, famiglia e Stato, vita autentica e vita socialmente approvata, tra amore e libertà di scelta. La vicenda ha toccato una corda profonda: la paura arcaica per i bambini, quella zona emotiva che non ammette sfumature. Eppure c’è qualcosa di straordinario in questo quadro.




