È un paese insicuro e sfiduciato quello che andrà alle urne la prossima domenica. Domina la consapevolezza di una crisi dilagante e forse irreversibile. La Germania non è più la locomotiva economica d’Europa, né ha capacità di leadership sul vecchio continente, come accadeva fino a qualche anno fa sotto la guida di Angela Merkel.
I tedeschi lo sanno bene e hanno paura dell’esito elettorale e più in generale del loro futuro. La crisi dell’economia è sistemica, con il 20% delle imprese tedesche costrette a lavorare a ritmi ridotti e almeno un terzo delle grandi industrie, soprattutto nel comparto automobilistico, obbligate ad avviare licenziamenti e chiusure di impianti. L’arrivo al potere di Trump, con la minaccia di forti dazi, ha reso ancora più pessimistiche le prospettive di ripresa per una economia ampiamente basata sull’export.




