Opinioni

Argentina, economia più stabile tagliando la spesa pubblica

Secondo il ministro Federico Sturzenegger la riduzione della spesa dello Stato, non la sua crescita, ha effetti espansivi, in perfetta antinomia coi canoni keynesiani
Angelo Santagostino

Angelo Santagostino

Editorialista

Il presidente argentino Javier Milei - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il presidente argentino Javier Milei - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Una lezione di come deregolamentare un’economia. Raccontata in un evento organizzato dall’Istituto Bruno Leoni di Milano, dal ministro argentino a tal compito preposto, Federico Sturzenegger. Un tipo tosto. PhD all’Mit di Boston, insegnamenti tra Harvard e Università della California di Los Angeles, già governatore del Banco Central de la República de Argentina, e altro ancora.

Quest’opera di svincolo delle potenzialità di sviluppo avviene nel quadro di una politica di stabilizzazione macroeconomica i cui due capisaldi sono costituiti dalla lotta all’inflazione e dal riequilibrio delle finanze pubbliche. L’amministrazione di Javier Milei aveva ereditato da quella precedente, di stampo peronista, guidata da Alberto Fernandez sino al dicembre 2023, una inflazione al 25% mensile, e un deficit fiscale al 5% del Pil. Oggi la crescita dei prezzi si è ridotta al 2% mensile, mentre il bilancio pubblico è stato risanato.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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