Argentina a rischio default politico-sociale

Per fronteggiare la drammatica situazione il presidente Javier Milei ha elaborato delle manovre tese a ridurre la spesa pubblica, ma i risultati sono disastrosi
Javier Milei - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Javier Milei - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
AA

L’Argentina vive una condizione economico-finanziaria e politico-sociale da «default tecnico».

Per fronteggiare la drammatica situazione, nel primo anno di governo (2023) il presidente Javier Milei, leader della coalizione politica «La Libertad Avanza» (la libertà avanza), cinquantenne economista «liberal-libertario», difensore del libero mercato, aderente alla tradizione dell’anarco-capitalismo, ha elaborato delle manovre tese a ridurre la spesa pubblica, svalorizzare il peso argentino e aggiustare alcuni prezzi di mercato. I risultati sono disastrosi.

Nel primo semestre del 2024 i dati ci dicono che l’economia è in netto recesso (-5,1 %) rispetto al secondo trimestre 2023, mentre l’inflazione è salita oltre il 200%. La risposta del governo è un pacchetto di riforme neoliberali all’insegna dello «stato minimo» (il «Patto di Maggio») - dal fisco al lavoro, dalla previdenza sociale all’educazione - che prevede il raggiungimento di mete economiche (in particolare la crescita del Pil) nel biennio 2025-2026. E di recente ha inoltre annunciato l’apertura del mercato dell’aviazione argentina agli investimenti stranieri, scatenando la reazione dei sindacati, i quali temono una ulteriore riduzione dei posti di lavoro nella compagnia nazionale Aerolíneas Argentinas. Infatti, a determinate condizioni, le compagnie interessate potranno operare anche sulle rotte nazionali.

Sono solo proclami roboanti

Mentre il governo annuncia quotidianamente ricette salvifiche per il Paese, la realtà è ben altra. L’indice del consumo pro capite di carne bovina - l’orgoglio argentino - è il più basso dal 1920. Oltre la metà dei 45 milioni di abitanti vive in condizioni di povertà.

Oltretutto, sin dal suo insediamento Milei ha intrapreso anche un pericoloso isolamento internazionale dell’Argentina dai suoi tradizionali partner sudamericani (il Brasile in primo luogo). Prova ne è che l’Argentina non ha partecipato, nella disapprovazione generale, al summit del Mercosul in Paraguay. A tal proposito, il presidente brasiliano Lula, accusato da Milei durante la campagna elettorale del 2022 di essere «corrotto», ha dichiarato che si è trattato di una grave ingenuità per un paese fondatore del Mercosul, non partecipare a una riunione così importante in una congiuntura così delicata per l’Argentina e per l’America del Sud. Alcuni analisti ritengono che l’assenza di Milei sia dovuta proprio ai pessimi rapporti con Lula.

Nel frattempo, Milei non perde occasione di rinsaldare i suoi rapporti con l’estrema destra sudamericana. Ha infatti partecipato alla conferenza dell’Azione Politica Conservatrice nel Sud del Brasile, al fianco dei principali esponenti della destra brasiliana nonché di settori dell’imprenditoria locale, a ennesima riprova di quel connubio che caratterizza l’ascesa delle nuove destre a livello globale: conservatrici e autoritarie nelle politiche sociali, neoliberali nella visione delle relazioni stato-mercato.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.