Se il buongiorno è grazie all’uovo

Ci sono scoperte che ti illuminano la mente con la potenza di un raggio di sole che squarcia le nuvole dopo un temporale. Ci sono scoperte che ti cambiano la prospettiva, che ti fanno rivedere la tua vita con occhi differenti.
Traghettati i cinquant’anni (splendidamente, vale la pena di postillare) ho scoperto che la sorpresina dell’ovetto Kinder è in un contenitore giallo per richiamare il colore del tuorlo. Sono arrivato a questa brillante deduzione dopo averne mangiati a centinaia, ovviamente continuo a farlo. Non esiste cioccolata che abbia profumo e sapore seducenti come l’ovetto Kinder. Peraltro anche il fatto che abbia, appunto, la forma di un uovo è per me fattore ammaliante. Adoro accarezzare le uova, mi trasmettono serenità. E poi mi rimandano a ricordi ancestrali.
Mia nonna da sempre prepara la rosolada, antico rimedio contro momenti di stanchezza, corretta con un goccio di marsala è un vero toccasana. Non solo, alla fine dei pranzi della domenica preparava una prelibatezza (oggi si direbbe una coccola per gli ospiti), metteva nella tazzina un tuorlo e lo mescolava con forza a un po’ di zucchero, quando poi versava il caffè l’effetto era con gustosa schiuma come nemmeno al bar.
In questi giorni, già orientati verso la prova costume, ho riesumato dalla cantina la panca per gli esercizi. Con l’entusiasmo di un nobile che si avviava alla ghigliottina durante la Rivoluzione francese, sono sceso in campo con i piegamenti. Ho anche iniziato a bere tuorli d’uovo al mattino, fondamentali per una buona performance atletica. Li sorseggio guadandomi gli addominali, per ora non li trovo.
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