Come un diplomatico, ma delle pastarelle

Dai maggiordomi dei supereroi ai pasticcini che nessuno sembra più apprezzare, a vincere è lo spirito di adattamento all’ennesima potenza
Pasticcini in vetrina
Pasticcini in vetrina
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Non ho mai amato gli eroi, figuriamoci i supereroi. Quando guardo un film la mia attenzione/simpatia non va mai ai protagonisti. Se vedo Batman mi immedesimo nel maggiordomo Alfred, quando guardavo i Jefferson la mia preferita era la domestica Florence. In Downton Abbey il mio preferito è il maggiordomo Carson. A pensarci, questa cosa del maggiordomo torna con frequenza. Anche quando leggo P. G. Wodehouse adoro il maggiordomo Jeeves, che in quel caso è però più un valletto personale, ma sono oggettivamente dettagli.

Il valletto Carson
Il valletto Carson

Facevo queste riflessioni mentre sceglievo le pastarelle per il cabaret del pranzo domenicale, nell’animo rimango un piccolo borghese di paese legato a queste tradizioni. Quando ho chiesto di aggiungerne cinque del tipo torta diplomatica mi sono sentito commentare dal pasticciere: incredibile che qualcuno ancora le apprezzi.

Io apprezzo la torta diplomatica da sempre. Quando ero bambino capitava che tutti facessero a gara per cannoncini e bignè, io me ne stavo sereno in disparte, pronto ad arrivare alla fine ed essere comunque soddisfatto. Peraltro quella ressa competitiva non era nel mio Dna, quindi se non mi fosse piaciuta la diplomatica sarei serenamente rimasto a stomaco vuoto. Oppure il fatto che mi piacesse era frutto di uno spirito di adattamento. Chissà. Avevo comunque anche un piano b, qualora non ci fosse stata la diplomatica avrei mangiato quella con la chiave di violino. Spirito di adattamento all’ennesima potenza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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