Micelio

Se non sappiamo cosa stiamo perdendo, è perché abbiamo dimenticato quanto è bello il mondo

Siamo spettatori paganti di un mondo che si sta letteralmente squagliando e per ricordarci dove abitiamo dovremmo iniziare almeno ad alzarci dal divano
Andrea Bariselli

Andrea Bariselli

Editorialista

Una panoramica del lago d'Iseo - Foto © www.giornaledibrescia.it
Una panoramica del lago d'Iseo - Foto © www.giornaledibrescia.it

Ho sempre adorato l’espressione «abbracciare la complessità». Rende perfettamente l’idea del limite, del nostro costante tentativo di capire, di comprendere, di andare oltre. Di faticare per afferrare qualcosa di più grande.

Qualcosa di sfuggevole, al quale non sappiamo dare un nome, ma sentiamo che c’è. È per questa ragione che vado spesso in un luogo poco lontano da casa mia, si chiama i Colmi di Sulzano. È uno straordinario balcone naturale, poco sopra il lago d’Iseo. Un luogo capace di regalare all’istante ad ogni pellegrino la genuina sensazione di sentirsi minuscolo. Così come l’occhio vuole fermare una porzione di spazio sempre maggiore, la sua conformazione glaciale racchiude tutta la bellezza del lago d’Iseo come in una conchiglia. È tutto lì. Alla portata. Hai la sensazione che per un istante sia tuo, ed in effetti lo è.

La luce dorata del sole che muore lo rende tremendamente bello e fragile, esattamente come il tempo che stiamo vivendo. Siamo spettatori paganti di un mondo che si sta letteralmente squagliando, siamo la prima generazione che può vivere sulla propria pelle l’abisso del pianeta che si sgretola sotto i colpi della crisi climatica. Sedersi qui ed osservare, con un filo d’erba tra le labbra, mette una profonda nostalgia.

A volte penso che ci stiamo solo autodistruggendo, senza troppi giri di parole.

Basti pensare che in diverse parti del mondo la gente vive con la mascherina in faccia perché fatica a respirare per via dell'inquinamento e molti vivono una vita che non li rende né soddisfatti né felici, in cambio di un qualche tipo di rassicurazione.

I ragazzi di oggi forse non avranno non avranno questa possibilità e questo privilegio, di vedere lo stesso spettacolo della Natura. O lo avranno molto meno, dovranno vivere con quello che noi saremo riusciti a fare o non fare. Quando vivo e vedo certi spettacoli nella Natura, vorrei solo portare con me tutta l’umanità. Vorrei tutti con me quando sento dentro esplodere delle fortissime emozioni di meraviglia e gratitudine. Ci vorrei tutti lì, a condividere.

Credo che parte del problema sia proprio questo: forse non sappiamo cosa stiamo perdendo. Persi negli affanni abbiamo dimenticato quanto bello è il mondo che abitiamo.

Come possiamo proteggere o amare qualcosa che non conosciamo?

Dobbiamo uscire dalle nostre vite comode da divano, uscire dalle nostre case. Dobbiamo tornare a vedere con i nostri occhi e sederci ad osservare il mondo sul ciglio del tempo e scivolare dolcemente tra i pensieri.

Solo così percepiremo quel sottile soffio di eterno che pervade ogni cosa.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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