Viviamo in una città ancora piena di barriere
Ho letto la lettera del sig. Fornoni che, al di là di alcuni eccessi polemici, condivido pienamente. Ho 74 anni, sono poliomielitico dalla nascita e da un paio di anni costretto in carrozzina con assistenza continua. Brescia non è una città a misura di disabili, buche, avvallamenti, canaline occulte, accessi ai marciapiedi e viceversa proibitivi, impossibilità ad accedere a spazi di pubblica utilità, (vedi poste piazza Vittoria) ascensori metro fermi ogni tre per due e potrei continuare. In compenso leggo dell’intenzione di investire 8 milioni in un’opera assolutamente inutile e di certo non funzionale alla disabilità, come l’ascensore per il castello. «Last but not least» si aggiunga la sciagurata decisione, non so di chi, di abolire gli uffici comunali per le barriere architettoniche. No, ha ragione il sig. Fornoni: Brescia non è una città per disabili e tanto meno per vecchi e nessuno può permettersi di scagliare la prima pietra e fare il saccente a questo proposito.
Sergio Bona
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