Lettere al direttore

Via Orzinuovi, più sicurezza per ciclisti

La tragica morte di Roberto Frassine, travolto sabato 26 ottobre da un automobilista in via Orzinuovi, non è una sfortunata «fatalità della strada». È il prezzo drammatico che la città paga quando si continua a considerare la sicurezza di chi pedala una priorità di serie B. Via Orzinuovi è da anni un’arteria ad alto scorrimento concepita unicamente per il traffico motorizzato. Nonostante le storiche richieste di cittadini e associazioni per mettere in sicurezza l’asse verso Roncadelle, la situazione è sotto gli occhi di tutti: di recente è stato completato il tratto della Greenway del Mella che arriva in zona via Girelli, ma la messa in sicurezza dell’attraversamento e della percorrenza di via Orzinuovi è rimasta congelata, subordinata a futuri e incerti cantieri ferroviari. Il risultato? Si inaugurano spezzoni di ciclabili che poi scaricano i ciclisti in mezzo a un’autostrada cittadina, affidando la loro vita unicamente al caso o all’assenza di distrazioni altrui. A poco serve scalare le classifiche del Sole 24 Ore sulla sostenibilità o vantare chilometri di ciclabili sulla carta, se poi la realtà quotidiana di chi si sposta sui grandi assi d’ingresso alla città è questa. Non servono altre parole di circostanza o dibattiti ideologici sull’inciviltà di questa o quella categoria. Servono corsie ciclabili protette e continue sui grandi assi d’ingresso alla città. Fino a quando la mobilità ciclistica verrà trattata come un orpello da completare «se e quando ci saranno i cantieri giusti», continuare a parlare di Brescia come città moderna e sostenibile rimarrà solo una consolazione sulla carta stampata.

Roberto

Cittadino e ciclista pendolare

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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