Lettere al direttore

Vado bene a scuola ma per chi fatica chiedo attenzione

Sono uno studente del Liceo Classico «Arnaldo», frequento il triennio e quest’anno sono stato ammesso alla classe successiva con voti personalmente soddisfacenti. Lo scorso 13 giugno è uscita una circolare dalla scuola nella quale erano presenti delle tabelle in cui si riassumeva l’andamento dell’anno scolastico in base al numero di studenti ammessi, sospesi a giudizio e non ammessi. Oltre a tali numeri, era presente anche una tabella in cui, classe per classe, si contava il numero di studenti con la media generale dei voti pari o maggiore a 9, definendoli con il termine «eccellenti». La domanda che mi pongo è questa: è possibile che in una scuola di così alta stima come il liceo classico, in cui non solo si studiano lingue immortali ma anche e soprattutto i valori che esse ci tramandano, si debba fare distinzione di studenti in base alla media matematica dei voti, tralasciando la storia personale di ciascuno, le proprie passioni, ambizioni e desideri? A che scopo poi tutto ciò? Perché fare una tabella a parte in cui si sottolinea una differenza che esclude, divide e separa, quando il ruolo primo della scuola è unire, includere, formare persone in un clima stimolante e sereno? Come studente ho avvertito molto in questi anni la competizione tra di noi, competizione molto spesso alimentata anche da alcuni docenti. Io penso però, ed è ciò che voglio trasmettere, che definire «eccellenti», parola che etimologicamente, dal latino excellere, significa letteralmente «spingere fuori, elevare oltre», studenti che per un calcolo matematico hanno una media più elevata rispetto ad altri sia un tradimento di valori, una forma di divisione che reca solo danni e non benefici, poiché è immorale per un’istituzione come la scuola, che ha lo scopo di formare la società del futuro non solo a livello nozionistico ma anche sociale e culturale, fare separazioni di studenti, i quali non sono un numero o una media ma persone con passioni, difficoltà e attitudini ciascuno diverso dall’altro.

Lettera firmata

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