Lettere al direttore

Un giusto plauso anche a chi non ha vinto alle urne

Leggo sulle pagine del vostro giornale i risultati delle Amministrative mentre i social si riempiono dei post esultanti dei vincitori. Mi sia permesso, però, volgere lo sguardo altrove, almeno di 180 gradi, verso i perdenti, o, preferisco, gli sconfitti. Da uomo, da cittadino, da appassionato della cosa pubblica voglio chiederle ospitalità per ringraziare ciascuno di loro, siano essi amici o sconosciuti la cui visione amministrativa può essere anche estremamente lontana dalla mia. Li voglio ringraziare tutti in questo momento, che anch’io ho conosciuto, assai doloroso. Immagino i sentimenti che possono provare e che sono del tutto naturali. Da cittadino però li ringrazio. Una pluralità di liste è sintomo di una comunità viva, plurale. Mettersi in discussione è indizio di un animo non contratto solo sui propri interessi, bensì aperto, agli altri e alla società, carico di fiducia. Superato il trauma, lenito il dolore che le ferite e, talvolta, i tradimenti spesso causano, vi auguro di ritrovare quella passione, quel desiderio che vi ha spinto a candidarvi. Continuate, vi prego a investire tempo e fatiche, a mettervi e a mettere in discussione, a cercare di cambiare le cose. Ne va della tenuta democratica della nazione, della vitalità che le nostre comunità richiedono e meritano, del rispetto che dovete, soprattutto a voi stessi e alle vostre idee. Grazie di cuore, che Dio vi benedica.

Lettera firmata

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