Lettere al direttore

Templari oggi: chi può dirsi cavaliere?

In data 9 settembre 2026, ho visto pubblicato: «Sono un templare, ma non so dov’è il Graal. E neppure il tesoro»; con il sottotitolo «Il bresciano xyz ci racconta il suo impegno (e il suo percorso di fede) tra i cavalieri eredi dell’ordine medievale al servizio del papato». Quindi nel sottotitolo si afferma che questa associazione sia formata da «cavalieri eredi dell’ordine medievale al servizio del papato»; vorrei precisare riguardo a tale affermazione che l’Ordine monastico cavalleresco dei Templari è stato sciolto dall’unica Autorità che poteva e può legittimarli: il Papa. Nello specifico Papa Clemente V nel 1312 con la bolla Vox in excelso, emanata durante il Concilio di Vienne. Ad oggi nessun Papa ha emanato bolle che rifondassero l’ordine dei Templari; quindi, a mio avviso, nessuno, senza il riconoscimento della Santa Sede, dovrebbe potersi autoproclamare «cavaliere erede dell’ordine medievale al servizio del papato», come pare scritto nel suddetto articolo. Certo dal punto di vista civile, in Italia tutti possono fondare oggi un’associazione privata chiamata «Ordine dei Templari» o con una denominazione simile, senza alcuna autorizzazione del Vaticano, purché siano rispettate le leggi dello Stato Italiano. Tuttavia, tale organizzazione non sarebbe il legittimo continuatore storico dell’antico Ordine del Tempio per il semplice fatto di proclamarsi tale. Le moderne associazioni neo-templari sono laiche e, sebbene si rifacciano ai valori religiosi cristiani e caritativi, non hanno alcun tipo di riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa Cattolica e quindi non sono in alcun modo assimilabili ai Cavalieri Templari. Un aspetto interessante è che, dal punto di vista del diritto canonico, la soppressione del 1312 non è mai stata formalmente revocata; pertanto la rinascita dell’antico Ordine del Tempio come se fosse rimasto ininterrottamente esistente sarebbe giuridicamente molto difficile da sostenere. Altro aspetto da approfondire è la legittimità di autoproclamarsi «cavaliere» semplicemente fondando un’associazione e vestendo un mantello. Chiunque potrebbe farlo? Gli ordini cavallereschi riconosciuti dallo Stato italiano sono limitati e sono tutti con una storia secolare alle spalle e non sono frutto di un semplice atto di fondazione di un’associazione; stessa cosa vale per gli ordini cavallereschi riconosciuti dal Vaticano. Quindi forse è meglio lasciare ai bambini il diritto di giocare e di fingersi cavalieri, forse quando si diviene adulti si può continuare a giocare ma non basta vestire un mantello per autoproclamarsi ed affermare pubblicamente di essere «cavalieri», serve una storia, una tradizione ed il riconoscimento dell’ordine da parte di uno stato sovrano. Per dovere di cronaca riporto che nel febbraio 2022, il Vescovo di Verona ha soppresso canonicamente l’associazione «Templari Cattolici d’Italia» (oggi rinominati «Templari Oggi» anche se l’intestazione del sito internet resta quella vecchia) e la Cei stessa, con una lettera riservata del maggio 2025 (resa pubblica da «Silere non possum» sito internet a cui si rimanda per approfondimenti), ha messo in guardia i vescovi italiani, invitandoli a non concedere spazi o collaborazione a questa realtà, considerata incompatibile con il cammino ecclesiale ordinario.

Lettera firmata

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