Teleriscaldamento, così funzionano le tariffe
La lettera del presidente di Legambiente Brescia Danilo Scaramella sull’andamento delle tariffe del teleriscaldamento pubblicata il 9 ottobre contiene numerose imprecisioni che riteniamo utile puntualizzare per informare correttamente i cittadini ed evitare interpretazioni fuorvianti, fornendo elementi che aiutino a leggere correttamente i dati e valutare il teleriscaldamento per quello che è, un sistema efficiente ed economicamente competitivo. Come funziona la tariffa. Dal 1° gennaio 2024, Arera ha introdotto nel Metodo Tariffario del Teleriscaldamento un sistema che pone un limite massimo ai ricavi degli operatori, basato sul cosiddetto «Costo Evitato» (CE). Il principio è semplice: il costo complessivo sostenuto dagli utenti del teleriscaldamento non può generare ricavi superiori a quelli che sarebbero riconosciuti considerando il costo di una soluzione alternativa di riscaldamento, come una caldaia a gas. Qualora i ricavi eccedessero il limite stabilito dall’Autorità, il surplus deve essere restituito ai clienti. Questo meccanismo rappresenta una tutela diretta per gli utenti e garantisce che i ricavi complessivi del servizio restino entro i limiti fissati dal regolatore. Non solo. Anche la quota di calore prodotta da fonti diverse dal gas, che, per le reti A2A, è pari al 54%, è soggetta a un tetto di prezzo ancora più vincolante stabilito nella formula di Arera, in modo da slegarla dalle oscillazioni del prezzo del gas e bloccandone di fatto l’aumento. A2A ha sempre applicato correttamente tutte le disposizioni dell’Autorità e stupisce che Legambiente possa mettere in discussione la nostra correttezza, avanzando simulazioni di calcolo prive di fondamento tecnico e normativo. I prezzi. Più del metodo, contano i risultati. Il confronto con i parametri Arera mostra come il prezzo del teleriscaldamento pagato da una famiglia media si sia mantenuto al di sotto del Costo Evitato definito dall’Autorità, in particolare nei periodi di maggiore consumo energetico. Nei primi 9 mesi del 2026 una famiglia tipo allacciata alla rete del teleriscaldamento A2A di Brescia ha speso il 19,4% in meno rispetto al riferimento Arera del Costo Evitato (184 euro in termini assoluti), con punte di meno 20% e meno 22% nei mesi più freddi di gennaio e febbraio, quando più alto è l’uso del gas. Questa cifra comprende il beneficio del credito d’imposta riconosciuto da A2A direttamente in bolletta agli utenti (5,1 euro a MWh) grazie alla quota di calore rinnovabile utilizzata, che determina un ulteriore vantaggio economico per tutti i clienti serviti dal teleriscaldamento. Negli ultimi anni A2A ha infatti investito centinaia di milioni di euro per rendere più efficienti le reti e aumentare la quota di calore rinnovabile del teleriscaldamento, basti ricordare il recupero di calore dalle acciaierie (Ori Martin e Alfa Acciai), dal data center Qarnot e il progetto flue gas per il recupero di calore dai fumi del termovalorizzatore. Grazie a questi investimenti il valore complessivo del credito d’imposta è passato dai 10 milioni di euro del 2020 ai 14,8 milioni del 2025. Solo per la città di Brescia, il credito è passato dai 4,2 milioni del 2020 ai 5,8 milioni di euro del 2025, cifra che va ad alleggerire direttamente le bollette delle famiglie bresciane. L’aumento del 32% dei prezzi del teleriscaldamento dall’inizio del 2026 (non 38% come scrive Scaramella) va dunque letto alla luce del contesto energetico internazionale, che influisce inevitabilmente anche il sistema tariffario delle nostre reti. Nello stesso periodo, infatti, il prezzo della materia prima gas (PSV) ha registrato un aumento del 108%, più del triplo. C’è un altro elemento che ci pare utile ricordare. Oltre ad essere un sistema competitivo rispetto ad una caldaia a gas, come dimostrano i numeri, il teleriscaldamento porta benefici ambientali che crediamo dovrebbero interessare ad un’associazione come Legambiente. Proprio gli investimenti che ricordavamo prima hanno fatto sì che lo scorso febbraio A2A sia stata premiata a Washington per il percorso di decarbonizzazione del teleriscaldamento di Brescia. Rispetto al 2016, le emissioni di CO2 si sono ridotte del 73%, quelle di ossidi di azoto del 92% e quelle di biossido di zolfo sono state azzerate. Ogni anno, grazie al teleriscaldamento, vengono evitate 145mila tonnellate di CO2 (dato 2025), facendo di questo sistema un modello di circolarità e uno dei pilastri della politica climatica della città di Brescia.
Ufficio stampa A2A
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