Teen Pass, ingiusto escludere i ragazzi della provincia
Scrivo per esprimere profondo sconcerto e amarezza in merito alla recente iniziativa del «Teen Pass», promossa dall’Amministrazione comunale di Brescia per garantire la gratuità del trasporto pubblico ai ragazzi residenti in città nati dal 2008 in poi. Se da un lato l’attenzione verso i giovani e la mobilità sostenibile è condivisibile, dall’altro non si può tacere la palese sperequazione che questo provvedimento crea a danno delle famiglie della provincia. Chi vive nei Comuni del territorio bresciano si trova quotidianamente a percorrere distanze superiori e, di conseguenza, a sostenere spese per gli abbonamenti decisamente più gravose rispetto a chi abita nel capoluogo. Escludere dalla misura i ragazzi della provincia significa tracciare un’arbitraria linea di demarcazione tra cittadini di «serie A» e cittadini di «serie B». Gli studenti che ogni giorno convergono verso gli istituti scolastici, le attività sportive e i luoghi di aggregazione della città vivono le medesime esigenze; dividere gli utenti in base ai confini anagrafici di residenza mina alla base il principio di equità sociale e territoriale. Rivolgo pertanto un fermo invito all’Amministrazione comunale, al Gruppo Brescia Mobilità e a tutti gli enti responsabili della gestione dei trasporti affinché riconsiderino tempestivamente i criteri di questa iniziativa. È indispensabile aprire un tavolo di confronto per estendere le agevolazioni a tutto il bacino provinciale, ad esempio introducendo un abbonamento a tariffa ridotta per ogni studente, senza distinzioni di confine, evitando che un’opportunità di sostegno alle famiglie si trasformi nell’ennesima ingiustizia tra città e periferia.
Cristina Ghidini
Concesio
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia


