Lettere al direttore

Tav Basso Garda? Meglio sistemare la stazione Rezzato

Leggo sul GdB del 14 agosto che il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha dichiarato concluso, con esito positivo, l’aggiornamento dell’analisi costi/benefici relativo allo studio di fattibilità economica della nuova fermata del «Basso Garda» a San Martino della Battaglia sulla linea Alta Velocità (AV) Brescia-Verona. Non disponendo dello studio, mi limito a fare alcune osservazioni e valutazioni sulla base dello studio precedente datato 2018 della Rfi (Rete ferroviaria italiana). Il percorso della linea Alta velocità Brescia-Verona (una volta concluso il quadruplicamento Bs-Mazzano) prevede 19-20 minuti di percorrenza senza fermate, con velocità massima di 250 km/ora. I tempi attuali, usando la cosidetta linea storica, con una fermata intermedia a Desenzano sono di 34-35 minuti. Il risparmio previsto è di 15 minuti. Con la fermata di San Martino della Battaglia, tra decelerazione, sosta e ripartenza, si può valutare una perdita di tempo di 7/8 minuti, vale a dire circa il 50% del tempo previsto di risparmiare senza fermate. Ovviamente questa perdita si ripercuote su tutta la linea Milano-Venezia. Inoltre se il valore attualizzato dell’opera nell’analisi del 2018 della Rfi risultava positivo con un investimento di 55 milioni, con l’investimento quadruplo previsto nella nuova analisi come fà a risultare positivo con per di più la perdita di tempo di viaggio di 7/8 minuti? In mancanza di dati oggettivi posso solo fare delle ipotesi basate su valutazioni di esperti. Vedi in proposito la presentazione pubblica del 15 giugno a Rivoltella del Garda di uno studio da parte dell’ing. Alberto Croce, ingegnere dei trasporti ed ex direttore dell’Agenzia TPL Brescia e alle valutazioni fornitemi in proposito dal dott. Silvano Spada tecnologo del sistema AV Milano-Bologna. La stazione «Basso Garda» servirebbe 800/1.000 passeggeri giorno in partenza e altrettanti in arrivo da ripartire su 15/16 coppie di treni (un treno AV ora). Una quantità questa che vale max il 10% dei passeggeri mediamente trasportati su un Freccia Rossa o un Italo. Se questi dati fossero confermati ci si pone un’altra domanda, per restare in una disamina solo tecnica: vale la pena fare una fermata per servire il 10% dei passeggeri trasportati penalizzando il restante 90% di 7/8 minuti di percorrenza, annullando cioè il 50% del risparmio dato dalla linea AV? Oltre naturalmente ai costi dell’investimento più di 200 milioni. P.S. Mi parrebbe molto più urgente e utile nell’economia generale del territorio bresciano, investire in uno studio di fattibilità che comprenda la rifunzionalizzazione della stazione di Rezzato, inclusiva di una connessione viaria con allacciamento al Metro di Sant’Eufemia e alla 45bis con corridoio riservato ad autobus sistema BRT (bus rapid transit) con corsie preferenziali protette da e verso Salò e la Valtenesi.

Giorgio Schiffer

Brescia

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