Supplenze sostegno, manca la trasparenza
Sono una docente specializzata sul sostegno nella scuola secondaria di primo grado e desidero segnalare, a nome mio e di tanti miei colleghi, le gravi criticità che emergono ogni anno, quest’anno ancor di più, nelle procedure di conferimento delle supplenze annuali nella scuola. Con i primi bollettini, in diverse scuole della provincia di Brescia, cattedre di sostegno che risultano concretamente presenti, e ad oggi ancora scoperte, non sono state inserite tra le disponibilità utilizzate per le nomine: di conseguenza, numerosi insegnanti non sono potuti tornare nella scuola dove hanno insegnato per anni, perdendo anche la tanto declamata continuità. Questo per errori su errori. A rendere la situazione ancora più grave è la difficoltà, poi, di ottenere chiarimenti dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia: alle richieste inviate tramite e-mail non sempre segue una risposta e anche il contatto telefonico si rivela spesso inutile. È capitato che, chiamando pochi minuti prima dell’orario di chiusura al pubblico, venisse semplicemente comunicato dalla segreteria che era terminato il tempo per poter parlare con l’ufficio di competenza. I sindacati, invece, hanno semplicemente liquidato la questione alzando le spalle: per loro la situazione è cronica e non ci resta che subire passivamente e in silenzio. Un docente che deve comprendere perché una cattedra esistente non sia stata inserita nelle disponibilità, o perché un collega con meno punteggio abbia ricevuto un’assegnazione, dovrebbe avere almeno la possibilità di ricevere una risposta dall’amministrazione competente. Non è accettabile che una procedura così importante per il futuro lavorativo di migliaia di docenti e di ragazzini con disabilità si svolga in presenza di disponibilità incomplete e senza un adeguato canale di comunicazione per ottenere chiarimenti. Per questi motivi, le nomine dovrebbero essere annullate e rifatte soltanto dopo aver verificato e inserito tutte le cattedre effettivamente disponibili. Solo in questo modo si potrebbe garantire una procedura equa e realmente trasparente. Dopo anni di servizio e di formazione, è profondamente frustrante vedere il proprio punteggio non tradursi in una reale possibilità di scelta perché le disponibilità non risultano complete e, contemporaneamente, non riuscire a ottenere spiegazioni dagli uffici di competenza.
Claudia Tolasi
Docente specializzata sul sostegno. Scuola secondaria di primo grado Provincia di Brescia
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