Sul caso Siher bene Panarari, male la Meloni
Vorrei complimentarmi con il vostro Massimiliano Panarari, perché nel suo articolo di fondo del 29 ottobre, pur non avendo alcuna simpatia per «il mostro» Youssef Siher (che definisce, legittimamente anche se io non concordo, «personaggio pessimo, fan di Hamas come da lui stesso ripetutamente proclamato e odiatore delle nostre istituzioni e di quello stile di vita e sistema di pensiero occidentale»), cita la gip di Milano Tiziana Landoni, che disponendo la liberazione del «mostro», ha sottolineato il fatto che il Movimento 17 ottobre ha espresso modalità di protesta contro le attuali politiche governative, oltre a evocare azioni di disobbedienza civile, le quali, però, non si traducono nell’adozione di comportamenti violenti o più in generale criminosi, bensì nella mera programmazione di manifestazioni settimanali, capaci di sensibilizzare e coinvolgere il maggior numero possibile di persone. Diversamente da Giorgia Meloni, che con un comportamento eversivo e delegittimante per la magistratura, ha definito «vergognosa la decisione della gip di Milano». Evidentemente la Meloni ha dimenticato di avere perso il referendum sulla giustizia, continua ad ignorare le proteste per il drammatico impoverimento di tanta parte del popolo italiano e prosegue imperterrita a fare campagna elettorale, ignorando i problemi reali del Paese.
Vito Lancellotti
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