Sugli aiuti al popolo ucraino va cambiata rotta
Penso sia giunto il momento di prendere coscienza che sia indispensabile un totale cambio di rotta nell’aiuto al popolo ucraino. Ci sta costando cifre spaventose, dovendo considerare le decine di miliardi in euro, in armamenti, nel mantenimento di 5 milioni di profughi (in tutta Europa), l’aumento del 30% delle bollette del gas, l’aumento del 25% di benzina e gasolio (in abbinamento al folle bombardamento dell’Iran), una inflazione oltre il 4% che riduce drasticamente il potere d’acquisto di salari e pensioni, la riduzione delle esportazioni quindi più disoccupazione e più sussidi statali, meno consumi e meno Pil, quindi interessi più alti e più costo dell’enorme debito pubblico (100 miliardi anno). E a cosa ha portato la scelta di rifiutare ogni negoziato? Oltre un milione tra morti e feriti ucraini, alla perdita del 20% del territorio, alla distruzione di ciò che resta. Era evidente fin dall’inizio che gli Usa, con le promesse di aiuti di Biden, hanno spinto gli ucraini a non accettare accordi per boicottare la cooperazione russo europea che tanto danneggiava l’economia americana. Infatti oggi, raggiunto lo scopo, hanno lasciato il cerino acceso in mano all’Europa. Ma può permettersi l’Europa di continuare in questa logica disastrosa? L’invasione di Putin è stata condannata da tutti ma lui ha pensato alla sua sicurezza. Noi abbiamo fatto i nostri interessi? Soprattutto quello degli ucraini? Impossibile rispondere di sì. Come impossibile continuare una guerra che si sapeva persa in partenza contro una super potenza nucleare. La normalizzazione delle morti in guerra e sotto le macerie, la militarizzazione delle coscienze, la trasformazione dell’avversario in mostro è sempre stato l’obiettivo di chi ha interesse a che le dispute si risolvano in conflitti armati. Soprattutto le lobby dei costruttori di armi. Imprescindibile far tacere subito le armi, stabilizzare la situazione sul terreno e trovare un autorevole mediatore, europeo, che porti tutti ad avere garanzie sufficienti. La pace non può che essere un equilibrio accettabile. Quella giusta non esiste.
Rino Alessandrini
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