Studiare musica contribuisce a far crescere le persone
Lo studio della musica, nei suoi vari aspetti, può contribuire alla formazione di una personalità equilibrata. Materia astratta e pratica nello stesso tempo, fu presente nel trivio-quadrivio dell’epoca medioevale. Questa disciplina, classicamente intesa, correttamente assimilata, crea nell’allievo una ricchezza interiore e una sensibilità, ai fini interpretativi, molto elevate. Materia formativa, stimola il dialogo educativo, crea collegamenti interdisciplinari e suscita le più inaspettate curiosità. Concepire la musica come superficiale intrattenimento - divertimento, considerata la sua complessità, è semplicistico e riduttivo. Essenziale è la conoscenza. Ogni studente che si riconosce in ciò che studia percepirà una graduale maturazione della propria personalità. Mediante una corretta impostazione della lettura e della manualità si creeranno entusiasmo, attenzione, memoria, intuizione, razionalità, espressività, stile collaborativo, senso estetico. Per coloro che possiedono una naturale predisposizione sarà utile un percorso che sveli l’ autentico valore delle Arti. L’insegnamento individuale, spontaneamente richiesto, permetterà la valorizzazione delle potenzialità di ciascun alunno. Con accurata metodologia e psicologia, si svilupperanno le sue capacità, attitudini, interessi strumentali e culturali. Personalizzando la didattica secondo le caratteristiche del singolo, diversificando i contenuti da persona a persona, nascerà una serena e spontanea motivazione allo studio. L’impegno quotidiano, correttamente sostenuto illustrando vari metodi di studio, produrrà avanzamenti, fiducia in se stessi, costante interesse e correttezza comportamentale. La scuola e l’applicazione su molteplici materie, se vissute con senso del dovere, potranno fornire un’ampia istruzione che, opportunamente elaborata, permetterà di effettuare future scelte professionali tali da realizzare pienamente le aspirazioni di ogni giovane.
Piergiuseppe Genalizzi
Pontevico
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