Striscione galeotto. Ma che Italia vogliamo davvero?
Cosa si può dire con certezza riguardo alla grande agitazione che circonda ancora il caso dei due studenti del «Liceo Monti» di Cesena? Avevano esposto uno striscione («L’Italia agli italiani») senza causare danni od occupare l’intera scuola. E, come al solito, vi sono argomenti a favore e contrari: «eroi» per la destra, «malfidati» per la sinistra. Risultato? Ottengono 6 in condotta, un punteggio che di per sé è negativo perché li pone al di sotto della sufficienza, indica delle mancanze e comporta la sospensione del giudizio per essere ammessi all’anno successivo. L’articolo 21 della Costituzione italiana garantisce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Essendo un pilastro fondamentale dello Stato democratico, tutela sia il diritto di informare sia il diritto di essere informati. Le menti più brillanti hanno incontrato fiaschi a scuola, ma sono diventate qualcuno. Invece oggi a scuola ci sono insegnanti che devono ancora imparare una cosa certa: la verità e la cosa giusta, cioè amare il proprio Paese. In questo caso i due studenti hanno superato i maestri e il preside. Ogni volta che qualcuno si scandalizza per l’espressione «Italia agli italiani», mi chiedo se abbia mai letto davvero la Costituzione. L’articolo 5, che tutela l’unità e l’indivisibilità della Repubblica, risulta ben chiaro; l’articolo 9, che tutela il patrimonio storico, artistico e culturale nazionale, è di facile comprensione; così come l’articolo 52, il quale stabilisce che la difesa della Patria costituisce un dovere sacro per ogni cittadino. Questi sono estratti della Costituzione italiana, non di un documento politico a carattere propagandistico. Per anni, una parte della sinistra ha tentato di persuadere l’opinione pubblica che la discussione su identità nazionale, senso di appartenenza, tutela degli interessi italiani e salvaguardia della comunità nazionale fosse motivo di diffidenza. Tuttavia, sono stati proprio i redattori della Costituzione ad aver sancito formalmente l’esistenza di una Patria da difendere, una Nazione da preservare e un popolo titolare della sovranità. Se davvero si vuole punire chiunque si esprima come quella decisione presa dai due studenti, che venga punito anche Giosuè Carducci, poiché nell’ode patriottica «Piemonte», scritta nel 1890, esiste la citazione: «Dio rendi l’Italia agli Italiani». Difendere gli interessi degli italiani significa ricordare i principi chiari della nostra Costituzione, che molti politici e opinionisti sembrano aver dimenticato. Dal mio punto di vista, pensando all’Italia, sono grato alle generazioni passate che con la loro lotta e i loro sacrifici ci hanno permesso di avere un Paese migliore. Ma oggi, che tipo di Italia stiamo vivendo?
Gianmarco Dosselli
Flero
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