Lettere al direttore

Stazione di Rovato, progetti fermi ormai da anni

Leggo sul vostro giornale del 27 agosto che l’Amministrazione comunale di Rovato intende affrontare il tema del «ridisegno» del quartiere che ospita la stazione ferroviaria. Dagli esponenti di opposizione si evidenzia come priorità quella del «potenziamento dell’attuale stazione» e ciò avvenga tramite «un profondo e ambizioso piano di riqualificazione», articolato su due punti: aumento dell’offerta, in modo da fare di Rovato un vero punto di interscambio treni e bus (con coincidenze studiate per bene) e «ripensamento del piazzale per garantire maggiore accessibilità e sicurezza», specie alla circolazione dei mezzi pubblici. Mi permetto di segnalare che il riassetto delle aree antistanti alla stazione di Rovato è stato oggetto di uno specifico progetto, finanziato da Regione, condotto nel 2018 dall’Agenzia del TPL di Brescia avvalendosi di primaria azienda di consulenza, nel quale è già sviluppato il ridisegno completo di quelle aree proprio allo scopo di migliorare le condizioni di interscambio e la funzionalità della circolazione locale, inclusa l’accessibilità pedonale al capolinea del ramo di ferrovia FN che collega Rovato a Iseo. Progetto pilota che ha avuto il pieno avvallo di Regione per la sua valenza trasportistica. Il progetto fa parte delle proposte operative del vigente PTB (Programma Trasporto pubblico di Bacino) di Brescia. È illustrato nell’Allegato 5 (totalmente dedicato a questo tema), visionabile sul sito www.agenziatplbrescia.eu nella sezione «Attività e progetti». Il costo dell’intervento era stimato intorno ai 250-300.000 euro. Esso comportava uno sconfinamento di pochi metri nel piazzale di proprietà FS e, all’epoca, non venne concesso il necessario nulla osta, nonostante esso non comportasse riflessi negativi sull’accesso allo scalo. Il Comune di Rovato lasciò poi cadere la cosa, malgrado nel novembre 2022 RFI e Regione abbiano definito un «Protocollo di Intesa per lo sviluppo dell’intermodalità nelle stazioni ferroviarie» che vede Rovato tra le tre stazioni della Lombardia Orientale selezionate su cui intervenire (con Fondi FESR Obbiettivo RS02.8, Azione 2.8.1 e lavori dal 2024) con un «progetto integrato», riconosciuto l’importante volume di passeggeri che vi fa capo (4.500 al giorno). En passant, ricordo che questo documento formalizza a livello tipologico l’uso di una soluzione tecnica (sagoma banchine di accosto bus a «denti di sega») molto valida e ampiamente adottata all’estero ma, stranamente, negletta in Italia. Peraltro, in questi mesi - grazie all’impulso dato da tutte le Agenzie lombarde del TPL sul tema degli hub di interscambio e alla possibilità da loro ottenuta per via di recenti modifiche legislative di operare anche investimenti in conto capitale, prima preclusi - si sta concretando un «Programma di ammodernamento, miglioramento e messa in sicurezza dei servizi TPL» in attuazione alla Delibera regionale 4758/2025. Nel caso di Brescia, lo specifico documento «Priorità di intervento» approvato dal Consiglio di Amministrazione (delibera Agenzia n.3/19.01.2026), al punto 4.5, dove si tratta di «Riqualificazione dei nodi di interscambio», individua proprio Rovato tra i quattro punti di rete dove intervenire, citando la progettazione pregressa, confermando la stima di costo ed esplicitando però che non risulta l’esistenza di accordi istituzionali pregressi. Nella Relazione predisposta dall’Agenzia a luglio 2026 sullo stato della programmazione si osserva come la priorità temporale è stata data a quattro località di interscambio gomma-gomma (Tormini, Vestone, Leno, Maclodio). I lavori relativi nell’insieme (4,1 mln di euro) eccedono il budget disponibile per questo filone di interventi (2,4 mln). La sistemazione di Rovato resta comunque in lista (intervento denominato E6). Però, perché attendere? Proprio i consiglieri dell’opposizione di Rovato, al primo punto della loro proposta, invitano ad attivare «una sinergia istituzionale». Perfetto. Dunque, il Comune di Rovato dovrebbe riprendere le interlocuzioni e chiamare ad un tavolo non solo Agenzia TPL e Regione ma anche RFI e Ferrovienord (FN), e chiedere poi a quest’ultimo soggetto un sostegno finanziario ad hoc (eventualmente da inserire nel vigente «Contratto di Programma per gli investimenti» tra Regione-FN), giusto come gesto di attenzione e/o «risarcimento» per i milioni spesi a palate dal Gruppo FNM per l’allestimento dell’impianto rifornimento dei treni idrogeno (art.8 e Tabella Q del detto Contratto) proprio in quelle aree, senza aver mostrato la minima sensibilità a migliorare il contesto urbano circostante. O, se non altro, per far sì che la (loro) clientela dei servizi ferroviari Trenord che vi convergono (da/per Iseo, Bergamo, Brescia e Treviglio-MI) disponga di un interscambio dignitoso (gli ascensori sono ancora oggetti fantasma). In attesa di attivare - magari! - treni diretti Milano-Iseo via Rovato, come previsto nel sopra citato PTB. Basta un po’ di attenzione (customer care !) dei Concessionari dei servizi e di impegno istituzionale.

Alberto Croce

Ex direttore Agenzia Tpl Brescia

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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