Siamo stati InSuperAbili anche noi
Le scrivo da bresciana - sposata a un sardo dell’Associazione Il Cammino di Bonaria - in merito all’articolo uscito il 1 settembre dal titolo «Brescia-Sardegna, staffetta tra ciclisti e camminatori davvero InSuperAbile», per una doverosa precisazione, omessa anche negli articoli sul tema pubblicati nei giorni scorsi sul suo quotidiano. Non vi è ombra di dubbio che i partecipanti alla staffetta di InSuperAbile siano stati straordinari. Mi piace ricordare, oltre ai bresciani, anche le persone delle tre associazioni sarde In Cammino con l’Autismo, Associazione Diversamente OdV e Progetto Filippide Cagliari e Sud Sardegna. Ma è altrettanto importante sottolineare che la loro impresa è stata possibile anche grazie alla capillare organizzazione dell’Associazione Il Cammino di Bonaria, una realtà che ha nel suo Dna il respiro sociale e il concetto di inclusione. È, infatti, l’unico Cammino che prevede nel suo percorso soste presso tre istituti penitenziari: la Colonia Penale di Mamone, la Casa di reclusione di Badu ’e Carros a Nuoro e l’Istituto penale per i minorenni di Quartucciu. L’Associazione ha sposato fin da subito l’iniziativa di InSuperAbile, garantendo un costante supporto ai partecipanti attraverso la propria rete di volontari, che non solo li hanno accolti, ma hanno condiviso con loro tutte le tappe da Olbia a Cagliari, sia in bicicletta sia a piedi. Anche la visita e l’incontro con i giovani detenuti dell’Istituto penale per i minorenni, così arricchente e fonte di riflessione, ha richiesto approvazioni e permessi che sono stati possibili grazie all’intermediazione dell’Associazione Il Cammino di Bonaria. Frequento la Sardegna da 40 anni e so bene quanto i sardi siano un popolo profondamente ospitale. Ma l’accoglienza che hanno sperimentato gli amici di InSuperAbile è stata, in questo caso, anche quella concreta e generosa dei volontari dell’Associazione Il Cammino di Bonaria: persone che, ricordiamolo, operano esclusivamente su base volontaria e senza ricevere alcun finanziamento e che da mesi si stavano preparando a questo evento. Nessuna improvvisazione, dunque, ma molto lavoro e molto cuore!
Laura Deldossi
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