Si vieti la caccia sulle colline dei Campiani
Vorrei portare all’attenzione dei cittadini e delle istituzioni una situazione che ritengo preoccupante: la presenza dell’attività venatoria sulle colline dei Campiani, a ridosso di Brescia, in un territorio frequentato quotidianamente da podisti, ciclisti, famiglie con bambini e persone che passeggiano con i propri cani. Queste colline sono un prezioso polmone verde, facilmente accessibile e capace di offrire panorami straordinari. Eppure ospitano appostamenti fissi di caccia e attività venatoria vagante, anche con cani, alla ricerca di fagiani e lepri. La mia preoccupazione nasce da fatti concreti. Alcuni roccoli e appostamenti si trovano ai lati di sentieri o strade sterrate frequentati dalle persone. Durante le passeggiate si sentono frequentemente spari; personalmente, ne ho udito uno a una ventina di metri da un roccolo. Non affermo che vi siano violazioni delle norme, ma ritengo indispensabili verifiche rigorose sulla collocazione delle postazioni, sulle condizioni di tiro, sulle distanze e sulle autorizzazioni. La sicurezza di chi frequenta questi luoghi non può essere una questione secondaria. La questione, tuttavia, va oltre i singoli appostamenti: è ragionevole consentire la caccia in un’area così frequentata, senza interrogarsi sulla sua compatibilità con la fruizione pubblica? A pochi chilometri esistono colline e boschi molto meno frequentati. Non sarebbe opportuno valutare una diversa gestione del territorio, che tenga conto della presenza delle persone e delle caratteristiche dei luoghi? La mia convinzione è che sulle colline dei Campiani debba essere vietata ogni forma di caccia, sia da appostamento fisso, sia vagante. Non per contrapporre cacciatori e cittadini, ma per restituire a quest’area una funzione coerente con il suo valore naturalistico, paesaggistico e sociale. Esiste inoltre un’opportunità da non trascurare: i bunker della guerra, oggi lasciati in abbandono, potrebbero essere recuperati e valorizzati come patrimonio storico, integrandoli con i sentieri e la fruizione naturalistica delle colline.
Diego Piovanelli
Brescia
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