Lettere al direttore

Servono idee per mobilitare gli astenuti

Il Parlamento ha definitivamente approvato la nuova legge elettorale truffaldina. Anche ora come nel 1953 la strada, per impedire che raggiunga i suoi obiettivi, è portare la gente in massa a votare. Ora c’è però una difficoltà in più: si tratta di avvicinare alle urne milioni di elettori soprattutto giovani, che per anni si sono tenuti lontani tranne che nell’ultimo referendum. Per farlo non basta agitare lo spauracchio che altrimenti si consegna l’Italia al centrodestra, perché tale pericolo in altre forme c’era anche prima e non è bastato a far votare gli astenuti. Bisogna attirarli con programmi elettorali chiari e motivanti. Temo che sia impossibile se si continua a battere il chiodo di mettere assieme la coalizione di tutti gli oppositori all’attuale governo e di individuare il comune candidato premier. Poiché raggiungere tale obiettivo (probabilmente attraverso un confronto divisivo e lacerante) significherebbe presentarsi alla fine con un programma né carne né pesce, necessariamente annacquato per farlo andar bene a tutti i contraenti e perciò non in grado di attirare ma tale da allontanare ulteriormente i nuovi elettori da conquistare. Ogni partito e forza politica alternativa al centrodestra si presenti invece in proprio, col suo programma ben caratterizzato e identitario e senza remore di compatibilità con quello dei potenziali alleati, e col suo candidato premier. Ritengo che solo così ci sia speranza che tanti nuovi elettori si riconoscano almeno in qualcuno di quei temi chiaramente enunciati, di politica internazionale e nazionale, andando a votare così numerosi da impedire che il centrodestra raggiunga la soglia del 42% che fa scattare la truffa del premio di maggioranza. Solo dopo la vittoria elettorale, che solo in questo modo mi sembra alla portata degli attuali oppositori, si potrà parlare di coalizione di governo (come avviene in Germania e altrove) sulla base delle scelte prevalenti indicate da quell’imponente massa di elettori attraverso il partito da loro preferenziato.

Alberto Panighetti

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