Lettere al direttore

Serve chiarezza sulla missione italiana nel Golfo

Secondo le ultime notizie sembra, ma è poco chiara la dinamica mediatica, che l’Italia abbia inviato «truppe ed armi» in Medio Oriente. Il problema non è tanto se il governo abbia informato le opposizioni, ma che solo adesso, dopo mesi, la notizia sia trapelata ed è gravissimo che non siano stati informati gli italiani. Ed è difficile immaginare vi siano solo responsabilità politiche escludendo a priori quelle mediatiche? Se come dice il ministro della Difesa Crosetto «tutti sapevano» come mai nessuno ha parlato, tutti zitti, perfino i telegiornali? Tutti dormivano o c’entra «telemeloni»? Partecipare ad una guerra con l’invio di truppe e armi, è una notizia tanto insignificante? Infatti da oltre quattro mesi centinaia di militari italiani, starebbero operando in prima linea nella Penisola Arabica, a protezione dei Paesi del Golfo, colpiti dagli attacchi iraniani. L’esistenza dell’operazione, tenuta finora segreta, è stata rivelata solo ora dai media e successivamente confermata da una nota del ministero della Difesa, che per la prima volta ha reso pubblico il codice della missione denominato «task force Air Arabia». Il grosso del contingente, circa 400 uomini e donne dell’aeronautica militare, compone la task force. La componente di dispositivi aeronautici è articolata in cinque componenti: un aereo radar E-550A CAEW per l’allarme precoce e il controllo dello spazio aereo, quattro caccia Eurofighter F-2000A destinati alla difesa aerea, velivoli da trasporto C-130J/KC-130J, un radar a lungo raggio AN/TPS-77 in Kuwait, a supporto anche dell’aviazione locale e un sistema anti-drone ACUS-E per contrastare i piccoli velivoli senza pilota. A questo si affianca, un secondo contingente di terra dell’esercito, la task force Land-Arabia: circa 300 militari, metà dei quali in Arabia Saudita, con una batteria missilistica antiaerea Samp-T, radar Kronos tra Arabia Saudita e Bahrein e una batteria di artiglieria contraerea a tiro rapido Skynex negli Emirati Arabi Uniti. Complessivamente, tra le due componenti, il contingente italiano nel Golfo supererebbe le 700 unità. Trovo giusto per correttezza di informazione pubblicare queste notizie sul suo giornale che si è sempre dimostrato pluralista, corretto ed attento alla libertà di espressione anche di noi lettori.

Claudio Maffei

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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