Lettere al direttore

Se pagare la multa diventa una sorpresa

Con la presente vorrei condividere con i vostri lettori una situazione davvero assurda. Tutto iniziò con la notifica di un verbale relativo ad una sanzione stradale da parte del postino. Una volta aperta la busta trovo il solito modulo prestampato con avviso di pagamento pagoPA ed i relativi QR Code per effettuare il pagamento. L’importo indicato è pari a 38,07 euro se corrisposto entro 5 giorni dalla notifica, che diventa di 50,67 euro se effettuato successivamente e comunque entro e non oltre il 60° giorno. Provo quindi ad effettuare il pagamento inquadrando il QR Code e l’importo indicato è di 50,67 euro così dettagliato: 48,67 euro (costi di notifica attraverso la piattaforma Send) e 2,00 euro di commissione. Ritengo che l’atto notificato debba consentire al destinatario di conoscere con certezza l’esatto importo dovuto. L’applicazione successiva di somme ulteriori, non riportate nel verbale e rilevabili solo accedendo alla piattaforma di pagamento, viola i principi di trasparenza, certezza dell’azione amministrativa, legittimo affidamento del cittadino e pieno esercizio del diritto di difesa, impedendo al destinatario di verificare preventivamente la correttezza della richiesta economica. Provo a mettermi nei panni di persone di una certa età che magari, poco abili nell’utilizzo dei moderni sistemi di pagamento, si recano ancora in banca o in posta e all’atto del pagamento trovano la «sorpresa». Fino a che punto sono giustificabili questi costi occulti e privi di senso? Perché approfittare della gente comune e costringerla al pagamento di altri oneri sicuramente evitabili? Ritengo siamo già abbastanza tassati per ogni cosa e la gente non ne può più.

Roberto Finocchio

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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