Lettere al direttore

Se i Comuni sono fermi è colpa della politica

Si sente spesso criticare l’operato degli impiegati comunali, accusati - talvolta non a torto - di lavorare poco. È doveroso evitare generalizzazioni ingiuste, perché esistono molti dipendenti pubblici che svolgono il proprio dovere con dedizione. Tuttavia, vale la pena interrogarsi sulle radici di questa situazione. L’immobilismo che caratterizza una parte della macchina comunale non nasce da una presunta pigrizia individuale, ma da un preciso meccanismo politico-amministrativo. Gli impiegati dipendono in primo luogo dal sindaco e, a seguire, dagli assessori. Questa catena di comando, costantemente orientata alla tutela del consenso elettorale, vive nella preoccupazione di evitare lamentele o proteste da parte dei cittadini. Il risultato è un paradosso evidente: per non generare polemiche, il sindaco e la sua giunta preferiscono che all’interno degli uffici non si prenda alcuna iniziativa. Un dipendente propositivo rischia di muovere equilibri delicati; un dipendente fermo, invece, non crea problemi. In questo clima, molti lavoratori finiscono per percepire il proprio ruolo in modo distorto: non come servizio al cittadino, ma come servizio al vertice politico da cui dipendono. È un fraintendimento grave, perché la Pubblica Amministrazione esiste per rispondere ai bisogni della comunità, non per proteggere la tranquillità di chi governa. Quando poi il Comune è costretto a realizzare un intervento, scatta una strategia ben nota: delegare il lavoro a professionisti e consulenti esterni. Non per migliorare l’efficienza, ma per creare un comodo capro espiatorio. Se l’opera suscita polemiche, il politico di turno può attribuire la responsabilità al tecnico esterno, salvando così la propria reputazione e i propri voti. Finché chi siede sulla poltrona più alta del Comune preferirà la quiete politica all’innovazione, sarà impossibile avere una macchina pubblica davvero efficiente. E finché una parte dei dipendenti non comprenderà che il loro dovere primario è rendere un servizio al cittadino - non compiacere il potere politico - la qualità dell’azione amministrativa resterà inevitabilmente compromessa.

Damiano Ferrari

Brescia

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